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Terrorismo: Moutaharrik voleva colpire l’Ambasciata di Israele a Roma

terrorismoC’è anche la coppia sparita circa un anno fa da Bulciago, in provincia di Lecco, tra i destinatari dell’ordine di arresto disposto questa mattina dal gip di Milano, Manuela Cannavale, nell’ambito della nuova inchiesta sul terrorismo jihadista in Lombardia. Si tratta di Mohamed Koraici, marocchino di 32 anni, e Alice Brignoli, italiana di 39 anni che si è convertita all’Islam con il nome di Aisha e che risultano latitanti: non si ha più nessuna notizia di loro dal febbraio 2015 quando, stando alle indagini condotte dal pool dell’antiterrorsimo di Milano coordinato dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, la coppia sarebbe partita per la Siria insieme ai loro tre figli.

In manette, con l’accusa di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale” sono dunque 4 persone: una coppia di marocchini regolare sul territorio italiano e residente in provincia di Lecco insieme a due figli che provvisoriamente sarebbero stati affidati ai nonni, un altro marocchino di 23 anni della provincia di Varese, già conosciuto alle forze dell’ordine perchè fratello di un presunto foreign fighter espulso dall’Italia nel gennaio 2015 e probabilmente morto in Siria mentre combatteva per il Califfato. Nell’elenco compare anche il nome di una donna, sorella del marocchino Koraichi. Secondo gli inquirenti milanesi, erano tutti pronti a partire per la Siria e l’Iraq per unirsi alle milizie dell’Isis.

Arrestato aveva avuto ordine di colpire Roma

Il giovane marocchino finito gli arresti questa mattina insieme ad altre persone “aveva ricevuto l’ordine di fare attentati in territorio italiano, in particolare su Roma, città vista dallo Stato islamico come luogo simbolo di pellegrinaggio dei cristiani”. È quanto è stato spiegato dal procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli nel corso di un incontro con la stampa a Milano.

A dare l’ordine di colpire è Mohamed Koraici, che da tempo ha raggiunto con la moglie italiana e i tre figli lo Stato islamico dove è combattente. Proprio queste sollecitazioni ad agire hanno determinato gli inquirenti a eseguire gli arresti con urgenza.

Sceicco a Moutaharrik, pronuncia Allah Akbar e colpisci

E’ questo il ‘Poema Bomba’, pervenuto a Moutaharrik, proveniente da un sedicente “Sceicco” l’8 aprile scorso in cui si invita l’uomo a compiere un attentato in Italia. Il contenuto è inserito nelle carte dell’inchiesta dell’operazione anti terrorismo internazionale che ha portato in mattinata ad una serie di arresti.

“Fratello nostro Abderrahim! questa poesia te la dedica lo Sheico appositamente dalla terra del califfato a Roma dove arriveremo, grazie a Dio, promessa sincera e certa, il titolo del poema, si chiama .poema bomba. Ascolta lo Sheicco, colpisci! Dalle tue palme, eruttano scintille, e sgozza, che con il coltello, è attesa la gloria, fai esplodere la tua cintura nelle folle dicendo “Allah Akbar” colpisci! (esplodi!) come un vulcano, agita chi è infedele, Affronta la folla del nemico, ringhiando come un fulmine, pronuncia ”Allah akbar” e esploditi! o leone! che non si abbassa (non si piega), questa é la brigata della gloria, che vince, questo é il nostro califfato, ritorna in cima, ridà all’islam la sua gloria, i suoi battaglioni che hanno scosso le vicinanze e sono andati ad annientare gli infedeli senza cedere”.

“Cancellare i confini che ci hanno decimato e riunirci dopo lo spargimento e l’allontanamento -prosegue il poema bomba- in ogni paese fortemente e concedere al falco gli eroi dei nemici. Oh stato islamico! accendi il fuoco sulla folla affluente, versa sulla testa del crociato granate, non aver mai pietà finché non si spezza, nessuna vita tranne quella di un popolo che ha combattuto (Jihadista) per Dio ,il suo vero combattimento o come ha ordinato, guadagna il paradiso, come i primi combattenti e vai verso, oh Abderrahim, la gloria! che chiama chi va verso essa. Grida Allah ak”. Tale “poema bomba”, secondo gli inquirenti “è un chiaro incitamento a commettere atti di violenza con finalità terroristiche e, ancora una volta, esso è indirizzato nominativamente ad Abderrahim; il contenuto, di chiaro stampo jihadista, è di tale chiarezza da non richiedere particolare commenti”.

Indagato voleva colpire l’Ambasciata di Israele a Roma

Moutaharrik (uno degli arrestati oggi, ndr) voleva colpire un attentato all’Ambasciata di Israele in Roma, chiarendo di avere contattato soggetto albanese per procurarsi le armi, non riuscendo nell’intento. E’ quanto emerge dagli atti dell’inchiesta che in mattinata ha portato a diversi arresti per terrorismo internazionale.

Questa la conversazione intercettata ad Moutaharrik: “Ci sono tante, tante storie, amico mio io una volta mi sono alzato e messo a progettare .. ho detto che voglio picchiare (inteso come colpire e far esplodere) Israele a Roma. Si … l ‘Ambasciata. .. e sono andato da un ragazzo albanese a Varese e gli ho detto di procurarmi una pistola, la volevo comprare da lui e forse lui si è insospettito di me e mi ha girato le spalle, quante volte l’ho chiamato ma mi ha trovato la pistola, mi ha trovato la pistola, ma lui …..questo che ti dicevo era nell’anno 2009”.

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