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Camera: utero in affitto, ecco tutte le mozioni contro

utero-in-affitto1Dall’evocazione della “schiavitù” della mozione Lupi alla richiesta di sanzioni più severe, amministrative e penali, della mozione Roccella. In attesa dell’approdo in aula, intorno ai primi di maggio, del testo della unioni civili, la Camera si occuperà mercoledì 27 aprile di un tema correlato, per così dire. Quello della maternità surrogata.

Durante il complicato esame al Senato del ddl Cirinnà, la questione dell’utero in affitto era stata più volte sollevata per attaccare la stepchild adoption. I contrari alla legge sostenevano che il dispositivo avrebbe aperto la strada alla maternità surrogata. La stepchild è stata poi stralciata, ma l’argomento resta.

Mercoledì l’aula della Camera si esprimerà su 4 mozioni “concernenti iniziative, in ambito nazionale e sovranazionale, per il contrasto di tutte le forme di surrogazione di maternità”. Sono state presentate da Ncd, M5S, Forza Italia e da Eugenia Roccella di Idea. Potrebbero però aggiungersi delle altre. Il Pd sta lavorando a un suo testo. “Stiamo lavorando a una nostra mozione -spiega all’Adnkronos, Micaela Campana, responsabile Diritti del Pd e relatrice delle unioni civili- sono in corso contatti e riunioni per cercare una sintesi. Non è escluso che faremo una riunione del gruppo”.

Sul sito della Camera sono disponibili le mozioni depositate. Eccole in sintesi. MOZIONE NCD. Una nuova “forma di schiavitù”, un “reato universalmente perseguibile”. Si legge nella mozione Ncd, a prima firma Maurizio Lupi. Nel testo si spiega che il contratto tra i futuri genitori e la donna che porterà avanti la gravidanza è “intrinsecamente vessatorio nei confronti della gestante”: sottrarre “un neonato alla donna che lo ha tenuto in gestazione e partorito integra in tutto il mondo a giudizio dei firmatari del presente atto di indirizzo, oltre che un crimine, una condotta di estrema crudeltà, una sorte generalmente destinata alle schiave nelle civiltà arcaiche”.

Ed ancora: “Il contratto di surrogazione di maternità è evidentemente una nuova forma di mercato di esseri umani, e rientra per i firmatari del presente atto di indirizzo nella ‘tratta degli esseri umani’, così come definita dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani”. Per questo si chiede al governo di impegnarsi “ad assumere iniziative, a livello nazionale e soprattutto internazionale, in tutte le sedi istituzionali sovranazionali, affinché la surrogazione di maternità, in ogni sua modalità e variante contrattuale, sia riconosciuta come nuova forma di schiavitù e di tratta di esseri umani, e sia quindi reato universalmente perseguibile”.

MOZIONE ROCCELLA. Nella mozione sottoscritta dalla ex-Fi ora con Idea di Quagliariello, Eugenia Roccella, si chiede un’estensione della sanzioni per chi ricorre all’utero in affitto. “E’ evidente che solo donne in condizioni di subalternità sociale, di vulnerabilità e di necessità economica possono consentire a tali pratiche, profondamente irrispettose della dignità della donna e lesive dei diritti del nascituro”, si legge nella mozione. Per questo si chiede che si estendano “in modo esplicito le sanzioni previste a chi realizzi e organizzi la pratica della surrogazione di maternità per se stesso” ed inoltre si chiede al governo che, per i bambini nati da maternità surrogate all’estero, venga fornita all’anagrafe la “copia originale del contratto di surroga”. Insomma sia nota l’identità della madre e di “eventuali fornitori di gameti”.

MOZIONE FI. Mara Carfagna è la prima firmataria della mozione Fi, sottoscritta dai colleghi Daniela Santanchè, Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini tra gli altri. “La mercificazione del bambino e la strumentalizzazione del corpo della donna sono contrari alla dignità umana” ma “alcune donne acconsentono ad impegnarsi in un contratto che aliena la loro salute e la loro dignità, a vantaggio dell’industria e dei mercati della riproduzione, sotto la spinta di molteplici pressioni, spesso di natura esclusivamente economica”.

Per questo si chiede al governo di impegnarsi a “promuovere la messa al bando universale di tutte le forme di legalizzazione della maternità surrogata, attraverso l’adozione di un’apposita convenzione internazionale, per sancire definitivamente i principi di indisponibilità del corpo umano e della protezione della vita e dell’infanzia“.

MOZIONE M5S. I 5 Stelle nella loro mozione fanno riferimento alla risoluzione approvata dal Parlamento Ue a dicembre 2015, con riferimento al paragrafo 115, che “condanna la pratica della surrogazione, che compromette la dignità umana della donna dal momento che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usati come una merce”. Si chiede quindi al governo di “intervenire nelle sedi opportune affinché, nell’ambito del più ampio dialogo sul rispetto dei diritti umani e della tutela della donna, sia favorito, con i Paesi membri e non, un confronto riguardo alla pratica della maternità surrogata, come descritta nel citato paragrafo 115 della risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 17 dicembre 2015”.

(fonte Adnkronos)

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