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Il Governo Renzi cede alla Francia 339,9 kmq di mare. Ora insorge anche la Toscana

nuovi confiniToscana, Firenze –  Ci troviamo ancora una volta davanti ai problemi creati dal governo Renzi a proposito della cessione di porzioni di mare e delle modifiche dei confini marittimi tra Italia e Francia. “Sono state cedute porzioni di superficie marina per 339,9 kmq e acquisite per 23,85 kmq con una diminuzione di 316,05 kmq”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi, con delega alle politiche per il mare, ha risposto in aula ad un’interrogazione di Claudio Borghi sull’accordo Italia-Francia per la cessione alla Francia, da parte del Governo, di acque territoriali italiane, a largo delle isole dell’arcipelago toscano.
Remaschi ha precisato che la superficie marina ceduta è davanti alle coste toscane, all’isola di Capraia, mentre quella acquistata si trova davanti alle isole d’Elba e di Pianosa. “Le risorse contenute nel tratto di mare interessato (Santuario per i mammiferi marini) – ha aggiunto l’assessore – sono di altissimo pregio naturalistico. L’accordo Italia Francia sembra penalizzi in maniera rilevante il settore della pesca professionale marittima”. Remaschi ha aggiunto che “la Regione Toscana non è mai stata messa a conoscenza dell’accordo firmato, ma ancora non ratificato, e che tale materia è di esclusiva competenza statale”. Remaschi ha fatto presente di aver chiesto un incontro urgente al ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni per fare chiarezza.
Claudio Borghi si è detto soddisfatto della risposta dell’assessore, ma non di quello che sta succedendo. “E’ possibile – ha domandato il portavoce dell’opposizione – cedere territorio dello Stato senza nessun tipo di coinvolgimento degli organi democratici?”. Borghi ha ringraziato del chiarimento: “adesso parte ogni tipo di iniziativa a livello regionale e poi nazionale – ha concluso – per far sì che l’accordo non venga ratificato e perché non venga ceduto nemmeno un centimetro del territorio italiano”.

Qui di seguito pubblichiamo l’accordo tra Italia e Francia. Il documento è stato firmato dal Ministro degli affari Esteri Gentiloni e dall’omologo Francese il 21 Marzo 2015 a Caen ma non è mai stato sottoposto al Parlamento ne ratificato dall’Italia.  L’accordo è stato tenuto segretissimo e tutto è emerso solo quando il peschereccio Mina è stato sequestrato dalle autorità francesi per aver sconfinato dai nuovi confini di cui nemmeno le Istituzioni liguri ne erano a conoscenza.  Poi è toccata ai pescatori sardi la stessa sorte, ignari di accordi e dei nuovi confini che di fatto gli hanno sottratto la porzione di mare più pescosa.

Così risponde la  Farnesina sulla delimitazione dei confini marini tra Italia e Francia

18 febbraio 2016. In relazione alla questione della delimitazione dei confini marini tra Italia e Francia trattata da diversi organi di stampa e oggetto di richieste parlamentari, la Farnesina richiama i punti emersi nella risposta del Sottosegretario agli affari esteri Benedetto Della Vedova alla interpellanza parlamentare n. 2–01268  del 12 febbraio.

L’Accordo di Caen è stato firmato il 21 marzo 2015, dopo un lungo negoziato avviato nel 2006 e terminato nel 2012, per far fronte a un’obiettiva esigenza di regolamentazione anche alla luce delle sopravvenute  norme della convezione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS). Al negoziato sulla base delle rispettive competenze hanno partecipato anche tutti i Ministeri tecnici – inclusi quelli che hanno responsabilità in materia di pesca, trasporti ed energia – che hanno avuto modo di formulare le proprie autonome valutazioni.

Considerata la sua natura, l’Accordo di Caen è sottoposto a ratifica parlamentare e, pertanto, non è ancora in vigore.

Per quanto riguarda, in particolare, i contenuti dell’Accordo, il tracciato di delimitazione delle acque territoriali e delle restanti zone marittime riflette i criteri stabiliti dall’UNCLOS, primo fra tutti il principio della linea mediana di equidistanza. Nel corso dei negoziati che hanno portato alla firma dell’Accordo, la parte italiana ha ottenuto di mantenere immutata la definizione di linea retta di base per l’arcipelago toscano, già fissata dall’Italia per la delimitazione del mare territoriale nel 1977. Inoltre, per il mare territoriale tra Corsica e Sardegna, è stato  completamente salvaguardato l’accordo del 1986, inclusa la zona di pesca congiunta. Anche per quanto riguarda il confine del mare territoriale tra Italia e Francia nel Mar Ligure, in assenza di un precedente accordo di delimitazione, l’Accordo di Caen segue il principio dell’equidistanza come previsto dall’UNCLOS.

Come ovvio nel corso della procedura di ratifica, tutte le osservazioni e le proposte  del Parlamento e delle Amministrazioni interessate, relative all’accordo potranno essere opportunamente valutate.

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