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CBM ITALIA e la prevenzione delle forme evitabili di cecità e disabilità

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Cecità e disabilità: due problemi gravissimi che colpiscono soprattutto le popolazioni del Sud del Mondo. I paesi più poveri hanno questo triste primato: Africa, America Latina e Asia sono i continenti più esposti, ma si può e si deve fare di più perché in molti casi, le conseguenze di queste patologie sono evitabili. CBM, la più grande organizzazione umanitaria internazionale in campo dal 1908, è impegnata nella prevenzione e cura delle forme evitabili di cecità e disabilità e raccoglie 11 associazioni nazionali che si occupano appunto di sostenere progetti medico sanitari, riabilitativi ed educativi, operando soprattutto in quei paesi sopra descritti.  CBM Italia Onlus è un’Organizzazione Non Governativa (ONG) parte integrante di CBM International, che opera infatti in Africa, Asia e America Latina in stretta collaborazione con alcuni partner locali, per sostenere quei progetti, lavorando per assicurare una società migliore, con particolare attenzione alle persone con disabilità, affinché possano sviluppare le proprie capacità e vivere la loro esistenza al meglio delle proprie possibilità. Accedere ai servizi, siano essi sanitari o educativi, è di primaria importanza in quei paesi in via di sviluppo e la mission è proprio questa, che passa anche attraverso la consapevolezza che l’informazione è essenziale per sensibilizzare l’opinione pubblica su tali tematiche. Per questo motivo CBM ha commissionato ad AstraRicerche una ricerca sull’advocacy in Italia e nel maggio dello scorso anno sono state effettuate 1.574 interviste on line allo scopo di verificare qual è l’opinione degli Italiani in merito a tematiche come l’ingiustizia, l’emarginazione e il disagio sociale (una infografica è visibile in fondo all’articolo). Dalla ricerca sono emersi dei dati interessanti, che evidenziano come per gli Italiani ai primi posti della classifica delle Buone Cause in cui è giusto impegnarsi, ci siano in primo luogo il sostegno alle categorie vulnerabili (bambini, donne, anziani, persone con disabilità) e ai paesi in via di sviluppo (lotta alla povertà, interventi nelle situazioni di crisi ed emergenze, prevenzione sanitaria, progetti educativi e formativi). Altro aspetto interessante è legato all’affidabilità e all’immagine di chi si occupa di sostenere queste buone cause, quindi  i requisiti richiesti alle Associazioni a scopo benefico secondo i cittadini del Bel paese sono i Sentimenti di solidarietà che comunicano e il desiderio di rendere migliore la qualità della vita della collettività. Certo in periodi di crisi, dove i redditi e i guadagni sono nettamente minori rispetto ai momenti di boom economico, si è più oculati e si focalizza maggiormente l’attenzione nel donare verso quelle organizzazioni che non utilizzano il suscitare pietà nei messaggi che veicolano, ma in coloro che manifestano la volontà di cambiare effettivamente lo stato delle cose positivizzando al massimo il messaggio. Insomma, possiamo dire che gli italiani hanno le idee molto chiare e sono perfettamente in grado di avere una coscienza critica che li guida nella giusta direzione, riuscendo ad andare al di là della sfiducia che troppo spesso fa capolino nei pensieri di chi si chiede come, e in che modo, saranno utilizzati effettivamente i fondi raccolti. Ecco perché informare correttamente è il primo passo per acquisire competenze e renderci cittadini consapevoli delle scelte che facciamo. Per questo motivo CBMITALIA mette a disposizione dei lettori un file pdf  (che potrete scaricare direttamente a questo LINK); un documento che fornisce maggiori informazioni in merito ai risultati della ricerca e sull’advocacy, regalando un ampia visione sulle Giuste cause che l’Ong porta avanti da tempo. Viviamo un periodo di forte disagio e di crisi, non possiamo negarlo, ma sostenere il lavoro di associazioni come CBM è importante non soltanto per il presente, ma anche per regalare un futuro migliore alle generazioni che verranno: contribuiamo in ogni modo possibile nel rendere il mondo un posto “sano e vivibile” per tutti, anche e sopratutto per chi è meno fortunato di noi.

INFOGRAFICA

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