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Gdf Venezia scopre truffa ai danni dell’Inps




gdf-genI Finanzieri della Compagnia Guardia di Finanza di Chioggia, in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro della Direzione Territoriale di Venezia, nell’ambito di servizi di vigilanza in materia di lavoro irregolare e di sicurezza sui luoghi di lavoro, si sono presentati presso la sede di un’impresa di Cavarzere, operante nel campo del confezionamento di capi d’abbigliamento.
Già al momento dell’ingresso in azienda, i militari si sono trovati di fronte ad una situazione grave e del tutto singolare, mai rilevata prima d’ora in Veneto: 28 lavoratori in nero, ed altri 4 irregolarmente assunti, tutti italiani; oltre la metà dei 62 presenti complessivamente in azienda. Tutti risultavano operare in una struttura priva dei sistemi antincendio, dei dispositivi di protezione personale, e senza alcuna adeguata formazione personale sulla sicurezza.
Nell’ambito degli accertamenti, iniziati nel mese di gennaio, sono stati altresì approfonditi gli aspetti relativi alla posizione contributiva dell’imprenditore, accertamenti, effettuati anche con l’ausilio di personale dell’Inps di Venezia, hanno consentito di appurare il mancato versamento da parte della società delle ritenute previdenziali ed assistenziali nonché delle quote di pensione operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti con l’omissione, inoltre, della denuncia dei contributi mensili, per un importo complessivo pari a 700.000 euro circa.
Le indagini hanno consentito, altresì, di riscontrare che lo stesso imprenditore aveva usufruito, in passato, della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria in Deroga sulla base di false attestazioni dell’amministratore unico della società e del proprio consulente del lavoro, conseguendo in tal modo un ingiusto profitto per un importo pari a 18.762 euro. L’imprenditore, in concorso col suo consulente, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Venezia per varie ipotesi di reato, compresa la truffa ai danni dell’Inps. Sono state comminate sanzioni in materia giuslavoristica per un importo complessivo di circa 60.000 euro.
In tal modo si è posto fine ad una serie di condotte illecite che per lungo tempo hanno permesso di sottrarre indebitamente risorse economiche destinate al sostegno delle fasce più deboli della collettività, tutelando nel contempo fasce di lavoratori sfruttati. Sono tuttora in corso le indagini per risalire ad eventuali ulteriori responsabili.

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