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Tutti al fianco di Apple, intanto risposta a ordine slitta al 26 febbraio

appleApple ottiene più tempo per rispondere all’ordine del giudice federale che ha ordinato al colosso di Cupertino di decrittare l’iPhone usato dal killer di San Bernardino “nella speranza di ottenere prove cruciali” sulla strage del 2 dicembre scorso, in cui sono state uccise 14 persone e ferite 22. A riferirlo è Bloomberg che cita fonti vicine al dossier. La risposta di Apple è slittata al 26 febbraio invece di martedì.
Il magistrato federale, che il 16 febbraio aveva accolto la richiesta del Dipartimento di Giustizia ordinando a Apple di aiutare l’Fbi, aveva dato alla società cinque giorni lavorativi per opporsi alla sua disposizione. Subito dopo la richiesta del Dipartimento di giustizia, Apple aveva annunciato che si sarebbe opposta all’ordine del giudice federale. In un messaggio ai propri clienti, il Ceo Tim Cook aveva detto che costruire una ‘back door’ per accedere ai dati criptati dell’iPhone di Syed Farook costituirebbe un precedente “troppo pericoloso”.
Al fianco di Tim Cook si sono schierati anche l’ad di Google Sundar Pichai appoggiando la decisione di Apple, e con lui a supporto di Cook è arrivato si è mosso con un tweet anche il Ceo di Whatsapp, Jan Koum. L’appoggio a Apple è arrivato anche da Marck Zuckerberg di Facebook e di Twitter.

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