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Ryanair: “addio” aeroporti e rotte Italia, politiche tasse governo illogiche

Ryanair fonte foto: © Patrick Nijhuis

Ryanair si scaglia contro l’aumento delle tariffe aeroportuali deciso dal governo e, come conseguenza dei nuovi rincari, si vede “costretta” a chiudere le sue basi di Alghero e Pescara, a tagliare alcune rotte e a chiudere tutti i voli di Crotone, a partire dal prossimo mese di ottobre. Ad annunciare la decisione è stato oggi il chief commercial officer, David O’Brien nel corso di una conferenza stampa a Roma.

Nel mirino dell’aviolinea low cost irlandese sta “l’illogica decisione del governo italiano di aumentare ancora le tasse municipali, danneggiando il turismo italiano, il traffico e i posti di lavoro”. Secondo una prima stima, la decisione di Ryanair determinerebbe la perdita di 600 posti di lavoro. “Il governo italiano -ha detto O’Brien- ha aumentato le tasse di circa il 40% da 6 a 9 euro, per ciascun passeggero in partenza dall’Italia dal 1° gennaio di quest’anno per sussidiare il fondo per la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia”.

Di qui la decisione inevitabile, per Ryanair, di spostare aeromobili e posti di lavoro fuori dall’Italia verso altre basi Ryanair in Spagna, Grecia e Portogallo dove, spiega il manager dell’aviolinea, non vengono addebitate tali tasse per passeggero; chiudere le sue basi di Alghero e Pescara e cancellare tutti i voli da Crotone a partire da ottobre; tagliare il traffico da e verso aeroporti italiani e spostare la capacità dagli aeroporti regionali a Roma e Milano.
Complessivamente, oltre al taglio di 600 posti di lavoro, la decisione di Ryanair comporterà la chisura di 16 rotte e la perdita di 800 mila passeggeri. In particolare, negli scali più colpiti, con la chiusura della base di Alghero verranno tagliate 8 rotte con 300 mila clienti persi e 225 posti di lavoro soppressi mentre con la chiusura della basi di Pescara le rotte tagliate saranno 5, 250 mila i clienti e 188 i posti di lavoro persi. Lo stop dell’operativo su Crotone comporterà il taglio di 3 rotte, 250 mila passeggeri e 188 posti di lavoro in fumo.

Si tratta, per O’Brien, di “brutte notizie per gli aeroporti italiani”. “Dal 1998 ad oggi, abbiamo portato voli diretti dove nessun altro volava perchè non era per profittevole. Invece, noi, grazie alla nostra efficienza e bassi costi, abbiamo operato in maniera profittevole e con un importante ritorno sul pil dei territori dove siamo presenti. Ora questa tassa minaccia tutto questo”, ha detto il manager. Ma soprattutto, per Ryanair, gli aumenti delle tariffe “non devono andare a finanziare il fondo per la cassa integrazione degli ex dipendenti di Alitalia”: piuttosto, ha affermato O’Brien, “dovrebbe essere qualcuno ad Abu Dhabi a finanziare questo fondo”.

Comunque, Ryanair “non vuole avere un atteggiamento ostile verso Alitalia”. Anzi, O’Brien ricorda una proposta avanzata due anni fa alla compagnia italiana e non accettata: “con il network unico che noi abbiamo in Europa, potremmo fare feederaggio su Roma per il lungo raggio di Alitalia. Invece, ora, Alitalia fa feederaggio su Abu Dhabi. E’ stato un errore”. “L’Italia – ha detto ancora O’Brien – si è resa poco competitiva e meno attrattiva per le compagnie aeree e i turisti e poiché sempre più clienti evitano quest’anno il Medio Oriente e il Nord Africa per prenotare vacanze nel Mediterraneo, l’Italia consegnerà un’opportunità d’oro per la crescita alle destinazioni in Spagna, Portogallo e Grecia che hanno costi minori per il turismo. Ryanair fa appello al Governo Italiano affinché elimini questo dannoso aumento della tassa e ha richiesto con urgenza un incontro con il Governo nello sforzo di salvare il turismo, il traffico e i posti di lavoro in Italia”.

Intanto, la “buona notizia” di oggi, ha detto O’Brien, di è la nuova programmazione per l’inverno 2016 da Roma. Ryanair lanciato da oggi quattro nuovo rotte per Lanzarote, Norimberga, Praga e Sofia; nuovi collegamenti invernali per Alicante, East Midlands, Malaga e Trapani e più voli per Atene, Bari, Berlino, Brunxelles, Budapest, Edimburgo e Manchester, che permetteranno di trasportare oltre 9 milioni di passeggeri all’anno e sosterranno oltre 6.900 posti di lavoro presso gli aeroporti di Roma Ciampino e Fiumicino.

 

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