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Pirateria marittima: non si hanno ancora notizie dell’equipaggio della MT LEON DIAS

MT Leon DiasAnche alla Mt LEON DIAS, in navigazione nel Golfo di Guinea, non è stata risparmiata la brutta esperienza di incorrere nei pirati nigeriani. Il 29 gennaio scorso infatti, la nave commerciale è stata attaccata , sequestrata e dirottata nei pressi di Brass in acque nigeriane mentre era in navigazione verso il porto di  Bata. Come sempre è stato un atto di pirateria marittima a scopo estorsivo.  La petroliera battente bandiera liberiana è di proprietà di una società armatrice greca la ‘Leon Shipping & Trading S.A.’ con sede ad Atene si era già fortunosamente sottratta ad un attacco pirata nell’aprile del 2013 stavolta le è andata meno bene. A bordo un equipaggio di marittimi di diversa nazionalità. Di questo equipaggio, 2 russi, l’ingegnere capo e l’elettricista, 1 georgiano, il montatore, e  2 filippini, il comandante e il terzo ingegnere, non si hanno più notizie. I predoni del mare, dopo aver abbandonato, il 31 gennaio scorso, in mare, la nave hanno però, trattenuto in ostaggio i cinque marittimi membri dell’equipaggio. Con molta probabilità allo scopo di richiedere poi, per il loro rilascio un riscatto. Perché è quello lo scopo di ogni dirottamento di una nave. Finora però, nessuna richiesta in tal senso è stata presentata. Sull’episodio di pirateria marittima aleggia ancora confusione sulla paternità dei suoi autori. In particolare non  è chiaro se l’assalto e il sequestro  sia opera di militanti che si battono per le popolazioni indigene del Biafra o opera di pirati nigeriani. La differenza sta nel fatto che se prevale il primo caso il dirottamento è stato compiuto per finalità politiche-rivoluzionarie, se prevale invece,  il secondo caso allora è stato commesso a scopo estorsivo.  I dirottatori  dopo il sequestro della Mt LEON DIAS hanno richiesto, in cambio del rilascio di nave ed equipaggio, il rilascio, entro 31 giorni, del leader pro-Biafra, Nnamdi Kanu in carcere in Nigeria in attesa del processo con l’accusa di incitamento etnica e sedizione. Il gruppo ha però, smentito di essere coinvolto in attività criminali del genere. Conferme in tal senso giungono anche dalle autorità militari nigeriane. Per i militari nigeriani forse si tratta solo di un tentativo di  mascherare l’atto di pirateria. Comunque sia occorrerà attendere tra le due e le quattro settimane. Sono questi in genere i tempi di durata di un negoziato per il pagamento del riscatto per gli ostaggi. Purtroppo il mare al largo della costa dell’Africa Occidentale è ad alto rischio pirateria. Sono almeno tre le navi commerciali cadute in mano ai pirati nigeriani negli ultimi tre mesi.

Ferdinando Pelliccia

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