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Pirateria Marittima: nel Golfo di Guinea in crescita rischi dovuti a sequestro navi e rapimento equipaggi

mappaGolfodiGuineaIeri una nave mercantile è stata attaccata a sud di Bonny Island, in Nigeria. L’attacco è stato condotto da una decina di pirati nigeriani che sono riusciti a salire sull’imbarcazione prendendone il controllo. L’allarme è stato dato dallo stesso equipaggio della nave che è  riuscito a chiudersi nella camera di sicurezza  e a contattare la compagnia di navigazione. Per tutta la notte i predoni del mare hanno cercato inutilmente di sfondare le difese della camera di sicurezza. Alla fine, in mattinata, i pirati hanno deciso di abbandonare la nave. Si temeva per la sorte di due marittimi che non erano riusciti a mettersi al sicuro insieme agli altri. Per fortuna sono riusciti a sottrarsi ai pirati nascondendosi. Sempre ieri un skiff con 6 pirati a bordo ha assaltato un’altra nave commerciale a sud di Abidjan, Costa d’Avorio. I predoni del mare sono riusciti a prendere il controllo della nave e a dirottarla. Almeno 5 marittimi, membri dell’equipaggio dell’imbarcazione, sono stati presi in ostaggio mentre gli altri sono riusciti a raggiungere la camera di sicurezza della nave dove si sono rinchiusi in attesa di soccorsi. Al momento la nave  in navigazione verso uno dei covi pirati lungo la costa nigeriana. Questi due dirottamenti si inseriscono in una serie di attacchi contro navi  commerciali condotti dai pirati nigeriani nelle ultime settimane. In particolare il mese di gennaio è quello che ha fatto registrare un aumento degli attacchi pirati. Il picco nella seconda metà del mese quando ben 32 marittimi sono stati presi in ostaggio tra il 14 e il 29 gennaio. Gran parte dell’attività di pirateria si è svolta al di fuori delle acque territoriali della Nigeria, dove è minore la protezione dei pattugliatori navali. La maggior parte degli attacchi pirati sono condotti da gang del mare che puntano soprattutto a sequestrare i membri degli equipaggi per poi, chiederne, per il loro rilascio, un riscatto ai loro Armatori o governi a cui appartengono. Molti degli attacchi però, sono condotti contro petroliere o navi cisterna allo solo scopo di impadronirsi del loro carico, in genere prodotti petroliferi lavorati, gasolio, che poi, rivendono al mercato nero facendo affari d’oro.

Ferdinando Pelliccia

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