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Francia: il giorno del ballottaggio, tutti i duelli aperti




elezioni-franciaUrne aperte dalle 8 di stamattina per oltre 44 milioni di elettori nel secondo turno delle elezioni regionali in Francia. Il Partito socialista ha deciso di ritirare le proprie liste nelle regioni in cui i suoi candidati non erano in grado di sconfiggere il Front National di Marine Le Pen, in testa al primo turno in 6 regioni su 13, in modo da sbarrargli la strada. Mentre Les Républicains (LR) di Nicolas Sarkozy, non senza polemiche, hanno deciso di seguire la linea del ‘ni-ni’ (né fusione con il Ps, né ritiro di fronte al FN). Si tratta della tornata elettorale più importante prima delle Presidenziali del 2017.

Duelli tra destra e Fn
Nel Nord-Pas-de-Calais-Picardie, la presidente del FN, Marine Le Pen, affronterà Xavier Bertrand (LR-UDI, Union Démocrates et Indépendents e MoDem, Mouvement Démocrate). Al primo turno, con il 40,64 %, Le Pen era in testa di 15 punti su Bertrand. Ma il candidato socialista Pierre de Saintignon si è ritirato a suo vantaggio. Un sondaggio TNS-Sofres assegna al candidato Republicains il 53% delle preferenze, contro il 47% del FN al secondo turno.
In Provence-Alpes-Côte d’Azur, Marion Maréchal-Le Pen (FN) si troverà davanti Christian Estrosi (Les Républicains), sostenuto dalla sinistra dopo il ritiro di quest’ultima. I partiti di sinistra erano al 29,3 % dopo il primo turno contro il 40,55% della nipote di Marine Le Pen. Ora i sondaggi vedono Estrosi al 54 e Le Pen al 47.
Triangolari in dieci regioni
In Alsace-Champagne-Ardenne-Lorraine, il capolista socialista Jean-Pierre Masseret (16,11 %) ha mantenuto la sua lista malgrado la linea adottata dal partito e le pressioni subite. Deve vedersela con Florian Philippot FN, (36,06 %) e con la lista di destra guidata da Philippe Richert (25,83).
Nell’Ile-de-France, Claude Bartolone, a capo di una lista unica di sinistra nata dalla fusione della lista EELV (Europe Ecologie-Les Verts) di Emmanuelle Cosse (8,03 %), della lista Front de gauche di Pierre Laurent (6,63 %) e della sua (25,19 %), si oppone alla candidata della destra, Valérie Pécresse (30,51 %) e al candidato del FN, Wallerand de Saint-Just (18,41 %). Bartolone è indicato come probabile vincitore con il 41,5 % contro il 41 di Pecresse.
Nei Pays de la Loire, i candidati PS e EELV hanno deciso la fusione delle loro liste. Christophe Clergeau, capolista, affronta la lista di destra e centro (33,49%) e quella del FN (21,35%). Il PS e i suoi alleati avevano ottenuto il 25,75% dei voti al primo turno, e EELV il 7,82%.
In Languedoc-Roussillon-Midi-Pyrénées, Carole Delga (PS-Parti radical de gauche) arrivata seconda con il 24,4% e Gérard Onesta (EELV-Front de Gauche, 10,26%) sono giunti ad un accordo per la fusione. Corrono contro il candidato di destra (18,84%) e contro il FN (31,83).
In Normandie, ad affrontarsi sonol’ex ministro della Difesa Hervé Morin (Union de la droite, 27,91%), il frontista Nicolas Bay (27,71 %) e la lista di unione guidata Nicolas Mayer-Rossignol (23,52 %).
In Aquitaine-Limousin-Poitou-Charentes, il presidente uscente, socialista, Alain Rousset, in testa al primo turno con il 30,39% ha trovato un accordo per la fusione con EELV (6,5 %). Deve far fronte alla lista di destra di Virginie Calmels (27,19 %) e del FN di Jacques Colombier (23,23 %).
In Auvergne-Rhône-Alpes, la lista del candidato Ps Jean-Jack Queyranne è arrivata terza (23,93 %) al primo turno, dopo Les Républicains (Laurent Wauquiez, 31,73 %) e FN (Christophe Boudot, 25,52 %). L’accordo per una fusione con EELV-PG (Parti de gauche) e PCF (in tutto 12,3%) potrebbe regalare la vittoria al Ps.
In Centre-Val de Loire, il PS è giunto terzo con il 24,31%, ma i voti per la sinistra ammontano in totale al 37,2 % contro il 30,49 ottenuto dal FN e il 26,25 della lista di destra di Philippe Vigier. L’accordo di fusione tra PS e EELV e il sostegno del Front de gauche (4,69 %) danno una buona chance alla sinistra di spuntarla.
In Bretagna, la lista del ministro della difesa Jean-Yves Le Drian (PS), arrivata largamente in testa con il 35% circa dei voti se la deve vedere al secondo turno con Marc Le Fur (Les Républicains), che ha ottenuto il 23,46 % dei voti, e Gilles Pennelle (FN ; 18,17 %). In questa regione non c’è stata fusione tra PS e EELV (6,7 %).
In Bourgogne-Franche-Comté, la capolista PS, Marie-Guite Dufay (22,99 %), deve affrontare Sophie Montel (FN), arrivata in testa (31,48 %) e François Sauvadet (UDI-Les Républicains, 24 %). Dufay non ha potuto operare fusioni con il Front de gauche e EELV, rimasti sotto al 5%. Ma i due partiti esortano i propri sostenitori ad appoggiare oggi il PS.
Quandrangolare in Corsica
In Corsica, ad affrontarsi sono il frontista Christophe Canioni, il nazionalista Gilles Simeoni, sindaco di Bastia, il presidente uscente del Consiglio esecutivo, Paul Giacobbi (DVG), e il candidato della destra riunita José Rossi. La lista Paul Giacobbi, arrivata in testa (18,42 %), si è unita con la lista Front de gauche di Dominique Bucchini (5,56 %). Le due liste nazionaliste guidate da Gilles Simeoni (17,62 %) e Jean-Guy Talamoni (7,72 %) hanno deciso la fusione così come hanno fatto le due liste della destra guidate da José Rossi (Les Républicains, 13,17 %) e quella di Camille de Rocca Serra (Rassembler pour la Corse, 12,70 %).
Oltremare, il duello è una costante. A La Réunion, il presidente uscente Didier Robert (Les Républicains – union de la droite) affronta Huguette Bello (ex-PCR, union de la gauche e una parte del PS locale). In Guadeloupe, un duello molto serrato oppone Victorin Lurel (PS) al DVG Ary Chalus. In Martinique, il presidente del Consiglio regionale Serge Letchimy (PPM-DVG) affronterà Alfred Marie-Jeanne (MIM-REG). E in Guyane, il presidente uscente del consiglio regionale Rodolphe Alexandre (DVG), si oppone a Alain Tien-Liong (DVG).

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