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Fonti intelligence Parigi: Abaaoud ucciso nel raid a Saint Denis

Abdelhamid

La presunta mente degli attentati di Parigi, Abdelhamid Abaaoud, è morto, ucciso nel raid di questa mattina a Saint Denis, anticipano due diverse fonti dell’intelligence europea citate dal Washington Post. La conferma è arrivata dalle analisi condotte dalla scientifica nell’appartamento del comune a nord di Parigi, precisano. Il procuratore della Repubblica di Parigi, Francois Molins, si è limitato ad affermare che Abaaoud, così come il terrorista in fuga Salah Abdeslam, non sono fra gli arrestati.
Il blitz della polizia francese nel covo dei jihadisti è avvenuto, nel centro di Saint Denis, a 800 metri dallo Stade de France. Durante l’assalto sono morti 2 terroristi e 7 persone sono state arrestate, secondo l’ultimo bilancio. A specificarlo il procuratore di Parigi François Molins e il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve il quale, in precedenza, aveva affermato che “Non ci sono sospetti in fuga”.
Molins ha ricostruito il blitz, sottolineando che in un primo momento sono state arrestate tre persone. Successivamente una donna si è fatta saltare in aria azionando la sua cintura esplosiva, quindi le forze dell’ordine hanno arrestato altri due sospetti che si nascondevano sul posto. Alla fine dell’operazione il corpo senza vita di un altro terrorista – raggiunto da proiettili – è stato trovato. Infine altre due persone sono state arrestate: si tratta dell’uomo che ha fornito l’appartamento ai terroristi e di una sua conoscenza. Al momento non può essere ancora comunicata l’identità dei sospetti coinvolti nel blitz, ha tenuto a chiarire il procuratore, senza confermare dunque la presenza sul posto del presunto obiettivo di Abaaoud.
I sospetti avrebbero progettato un attacco al quartiere de La Défense, a Parigi. La donna che si è fatta esplodere sarebbe la cugina di Abaaoud. Lo riferiscono alcuni media francesi, precisando però che ancora non sono arrivate conferme dalle autorità francesi. La polizia, hanno riferito alcune fonti, aveva messo la donna, sospettata di garantire protezione ad Abaaoud, sotto sorveglianza “diversi giorni fa”. Si tratta della prima donna kamikaze che si fa saltare in aria in Francia.
Sono state intercettazioni telefoniche a portare le teste di cuoio francesi a Saint Denis, la località a nord di Parigi dove all’alba di questa mattina è scattato il blitz in cui sono state arrestate sette persone e altre due sono morte, una donna che si è fatta saltare in aria e un uomo colpito dagli agenti, ha reso noto il procuratore capo dell’antiterrorismo francese Francois Molins. Dall’esame di conversazioni telefoniche è emersa una pista che portava ad Abdelhamid Abaaoud, considerato come l’ideatore degli attacchi di Parigi, che avrebbe potuto trovarsi all’interno dell’appartamento.
Le forze di polizia hanno lanciato l’operazione poco prima delle 4:30 di stamani nel sobborgo a nordest di Parigi. Forti detonazioni sono state sentite intorno alle 7:30 e almeno una sarebbe stata provocata dalla donna kamikaze che si è fatta esplodere. Dopo il blitz, il quartiere è stato completamente isolato. Posti di blocco sono stati istituiti tra Saint Denis e la Capitale, dove viene fermata e perquisita ogni auto in transito. Interrotti i collegamenti bus e chiuse le linee della metro. Rue de la République è completamente sigillata dalle forze di sicurezza e dai mezzi soccorso. Le vetrine di questa strada molto nota per lo shopping sono tutte completamente chiuse.
Rilasciati intanto i familiari di Omar Ismail Mostefai e Samy Amimour, due dei terroristi del Bataclan, fermati dopo gli attentati di Parigi.
“Non ero consapevole che si trattava di terroristi”, aveva assicurato ai microfoni di Europe 1 il proprietario dell’appartamento situato a al numero 8 di rue du Corbillon, dove si erano nascosti alcuni dei responsabili degli attacchi di Parigi. “Io non li conoscevo”, ha detto l’uomo spiegando che “un amico mi aveva chiesto di ospitare due dei suoi amici per un paio di giorni. Gli ho detto che non c’era nessun materasso, mi hanno risposto che andava bene così, avevano bisogno solo di acqua e di uno spazio per le preghiere. Quando ho richiamato il mio amico, mi ha informato che venivano dal Belgio”.

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