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Dopo uccisione Abaaoud, Valls teme attacchi chimici. La giornata in sintesi

Manuel-VallsAbdel Hamid Abaaoud, presunto ideatore degli attentati di Parigi, è morto ieri nel blitz a Saint-Denis. Il suo corpo è stato formalmente identificato, secondo quanto rende noto un comunicato del procuratore della Repubblica francese. L’esame delle impronte papillari – ha ancora reso noto – ha permesso di stabilire che è stato ucciso durante l’assalto. Il suo corpo è stato ritrovato all’interno dell’edificio, crivellato di colpi.
“Mi congratulo per il lavoro eccezionale dei nostri servizi di intelligence e della polizia”, ha detto il premier francese Manuel Valls commentando la notizia della morte di Abaaoud, “cervello degli attentati, uno dei cervelli degli attentati, perché bisogna essere particolarmente prudenti, conosciamo le minacce”. L’annuncio è stato accolto con un lungo applauso dall’Assemblea nazionale.
ALLARME DI VALLS – Il primo ministro francese Manuel Valls ha evocato oggi il rischio di attentati con “armi chimiche o batteriologiche”. “Non bisogna escludere nulla”, ha affermato intervenendo all’Assemblée Nationale che oggi ha dato il via libera al disegno di legge che estende lo stato di emergenza decretato in Francia a seguito degli attentati di Parigi. “Siamo in guerra – ha aggiunto Valls – non una guerra cui la storia ci ha tragicamente abituati. Una guerra il cui fronte si sposta costantemente e si ritrova nel cuore stesso della nostra vita quotidiana”.
NUOVO BLITZ IN BELGIO – Intanto, una nuova operazione di polizia è stata effettuata in Belgio. Sei perquisizioni sono state condotte a Jette e Molenbeek e sono collegate agli attacchi di Parigi. In particolare, secondo quanto riferito da media belgi, obiettivo dell’operazione sono persone legate a Bilal Hadfi, il kamikaze che si à fatto esplodere fuori dallo Stade de France. Una perquisizione è stata condotta anche a Laeken ed una persona è stata fermata.
CACCIA ALL’ARTIFICIERE – La polizia sta dando la caccia ad un uomo sospettato di aver fornito esplosivi e detonatori agli attentatori di Parigi, riferisce il quotidiano belga ‘De Standaard’, che identifica il sospetto come Mohamed K, originario delle Antille che viveva nella città settentrionale francese di Roubaix. Il sospetto viene descritto come “molto pericoloso”.
EUROPA BLINDA LE FRONTIERE
– Dopo gli attentati terroristici a Parigi l’Europa si prepara a blindare i confini. Tra le misure previste nella bozza di conclusioni del Consiglio Ue Affari interni di domani ci sono anche i controlli alle frontiere esterne della Ue “sistematici e coordinati” anche su cittadini europei che godono della libertà di movimento.
EUROPOL: PROBABILI NUOVI ATTACCHI IN EUROPA – Per Rob Wainwright, direttore di Europol, l’agenzia dell’Unione europea finalizzata alla lotta al crimine, lo Stato islamico è “un’organizzazione terroristica internazionale seria, ben finanziata, determinata e attiva nelle strade d’Europa. E’ ragionevole – ha detto – presumere che altri attacchi in Europa siano probabili”. Lo. L’Is, ha aggiunto in audizione al Parlamento europeo, è “la più seria minaccia terroristica per l’Europa degli ultimi 10 anni”.
ALLARME RIENTRATO A ROMA
– Allarme rientrato nella stazione ‘Lepanto’ della metro ‘A’ a Roma. La stazione era stata evacuata per un pacco sospetto sulla banchina della metro in direzione Anagnina. Gli accertamenti eseguiti dagli artificieri, a quanto si è appreso, hanno dato esito negativo.
VERIFICHE SU 5 NOMI SEGNALATI DA FBI
– Sono in corso verifiche sui cinque nomi forniti dall’Fbi, confermano gli 007 al Copasir, dove questa mattina, per oltre tre ore, è stato ascoltato il direttore deill’Aise, Alberto Manenti. Per i nostri servizi di intelligence, si tratta, comunque di persone che potrebbero essere dovunque. In ogni caso, sebbene l’allerta sia alta, Manenti avrebbe riferito al Copasir che non ci sono in corso, almeno in questo momento, particolari scenari di emergenza.
GENTILONI: “NESSUNO ‘METTERA’ SCARPONI’ IN SIRIA”– Dall’Italia il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha escluso, intervenendo su Agorà, la possibilità di spedizioni di terra in Siria: “Nessuno metterà scarponi, né Obama né noi”.

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