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Jet russo abbattuto da turchi: Lavrov, non faremo guerra a Turchia

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25 nov. – Mosca non ha alcuna intenzione di fermare i raid passando in quella zona al confine tra Siria e Turchia. Lo ha ribadito il presidente Putin, che le missioni aeree russe non saranno sospese e che la Turchia dovrà farsene una ragione. Si lavora per indire un vertice dei ministri degli esteri di Russia e Turchia, proprio per cercare di appianare le tensioni. Arriva intanto la notizia che l’Ucraina, ha chiuso il suo spazio aereo al sorvolo degli aerei russi.

Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato che l’abbattimento del jet di Mosca da parte della Turchia, sembra proprio una provocazione, ma che comunque non è intenzione del suo paese fare la guerra ai turchi.

Un punto fermo sulla fine dei piloti: uno dei due membri dell’aereo abbattuto è vivo e in salvo in una base russa, mentre l’altro è stato colpito a morte, mentre scendeva verso terra con il suo paracadute, dai ribelli anti-Assad.

La notizia della prima ora 

Alta tensione tra Russia e Turchia, dopo che questa mattina l’aviazione turca ha abbattuto un caccia russo, per presunta violazione dello suo spazio aereo. Gli F-16 di Ankara sono stati autorizzati a far fuoco direttamente dal primo ministro turco Davutoglu. I due piloti del velivolo di Mosca, che erano impegnati nei bombardamenti contro lo Stato Islamico, sono riusciti a eiettarsi dal mezzo: uno risulta ancora disperso mentre l’altro sarebbe finito nella zona dei ribelli anti-Assad e sarebbe stato catturato. Mosca smentisce qualsiasi violazione dello spazio aereo turco e smentisce altresì che il suo jet sia stato abbattuto da caccia turchi in volo, ma dichiara che il missile che ha colpito il velivolo è arrivato via terra. Questa mossa del governo turco, rischia di creare profondi attriti e di minare il flebile equilibrio che si era creato tra la Russia e i paesi Nato, all’indomani delle stragi di Parigi, con la decisione di intensificare gli attacchi contro lo Stato Islamico in Siria e di cercare tra le varie nazioni impegnate un serio coordinamento.

Dura reazione del Presidente Putin

“L’abbattimento del nostro aereo militare, è un colpo alla schiena, e avrà conseguenze gravissime”. E’ quanto ha dichiarato Vladimir Putin, nelle ore successive all’abbattimento del Su-24 compiuto oggi da Ankara ai confini tra Turchia e Siria. Le forti esternazioni del presidente russo, durante un colloquio con il re di Giordania Abdullah II. La Turchia continua a sostenere che il jet russo si trovava sul proprio spazio aereo, mentre Mosca continua a dichiarare che era nei cieli siriani, prova sarebbe che uno dei due piloti e finito in mano ai ribelli anti-Assad, molti km all’interno nel nord della Siria. Comunque sia, sembra davvero un atto sconsiderato quello posto in essere dal governo di Ankara, in un momento così tanto delicato nella lotta contro l’Is. La Turchia infatti, ha usato da sempre la mano leggera contro il Califfato e questo incidente viene visto da Mosca come un aiuto all’Isis, pesantemente bombardato dalle forze russe.

Ribelli anti Assad: uccisi entrambi i piloti

I ribelli anti-Assad, hanno dichiarato di aver ucciso i due piloti del Su-24s russo, abbattuto dall’aviazione turca.

Elicottero russo colpito dai ribelli

Un elicottero delle forze di Mosca, è stato gravemente danneggiato mentre sorvolava la zona dove presumibilmente sono caduti i due piloti del caccia russo abbattuto da Ankara. Il velivolo è stato costretto a un atterraggio di emergenza nella zona controllata dalle milizie fedeli al presidente siriano Assad. Con buona probabilità l’elicottero russo sorvolava la zona alla ricerca dei suoi due piloti.

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