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Ben Ammar: G8 si impegnò a dare 20 mld a Tunisia per democrazia, mai visti

tunisi_flagL’imprenditore franco-tunisino Tarak Ben Ammar, al termine del cda di Telecom, non si risparmia sulla situazione del suo Paese, la Tunisia, colpita ieri dal terzo attentato terroristico (l’esplosione in un pullman di guardie presidenziali a Tunisi) in un anno. “Aiutatemi a mandare un messaggio a Renzi”, dice, “ossia di ricordare che il G8 nel 2011 si era impegnato a dare alla Tunisia un prestito di 20 miliardi di dollari per aiutare la giovane democrazia”. Questi soldi, spiega il produttore cinematografico tunisino, “non sono mai arrivati, mai una lira”.
La democrazia “a stomaco vuoto non funziona”. Il terrorismo “vive sulla miseria, sull’ignoranza e sulla disperazione di giovani che – continua – non vedono nella democrazia il benessere, la libertà, il loro futuro e seguono i millantatori che in nome di Dio, anche se il nome di Dio non lo rappresentano, fanno quegli orrori”. Allora, secondo Ben Ammar, non hanno senso “i premi Nobel per la pace e dire che i tunisini sono bravi”.
L’imprenditore annuncia che sarà a Oslo il 10 dicembre per la cerimonia di consegna del premio Nobel e il suo pensiero “va a questo popolo coraggioso che ha avuto il premio Nobel per la pace, che manda il messaggio che il dialogo è la soluzione, non la guerra “. Tuttavia, si chiede, “la democrazia tunisina vale il 6% del debito greco? La Grecia ha avuto 355 miliardi che non rimborserà mai come l’Argentina, lo sappiamo tutti. Questo piccolo popolo vale il 6% del debito greco? I complimenti, i premio Nobel non danno da mangiare ai giovani”.

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