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Pirateria Somala: Onu rinnova mandato forze navali internazionali ad unirsi nella lotta al fenomeno

cdsonuL’11 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato per un altro anno l’autorizzazione per le forze navali internazionali ad unirsi nella lotta contro la pirateria al largo delle coste della Somalia, sottolineando che mentre la minaccia dei pirati somali è diminuito, rimane ancora una questione di “grave preoccupazione”. Il fatto che la risoluzione sia stata adottata all’unanimità sottolinea il riconoscimento dato all’importante ruolo svolto dalle navi provenienti da organizzazioni regionali come la Forza navale dell’Unione europea (EUNAVFOR), e il Nord Organizzazione del Trattato dell’Atlantico Operation (NATO) Ocean Shield.  Significative anche le parole che hanno accompagnato il rinnovo del mandato. Il Cds pur constatando i miglioramenti in Somalia riconosce che la pirateria aggrava l’instabilità in Somalia con l’introduzione di grandi quantità di denaro illecito che alimenta il crimine aggiuntivo e la corruzione. La risoluzione ha voluto sottolineare la necessità di una risposta globale per prevenire e reprimere la pirateria e affrontare le cause sottostanti da parte della comunità internazionale. Il Cds Onu ha invitato gli Stati membri e le organizzazioni regionali ad implementare il numero di navi da guerra, armi e aerei militari, e a fornire supporto logistico per le forze di contrasto alla pirateria marittima. Nel momento di massima espansione la pirateria al largo delle coste della Somalia ha visto cadere nelle mani dei pirati somali decine di imbarcazioni, dalle grandi navi portacontainer alle piccole imbarcazioni da diporto, e di conseguenza il cadere prigionieri di centinaia di marittimi che sono rimasti ostaggi dei pirati somali anche degli anni e ha fruttato alle casse di predoni del mare milioni di dollari pagati per i  riscatti. Da quando nel 2008 le Nazioni Unite hanno autorizzato per la prima volta un primo intervento navale internazionale di contrasto al fenomeno si è assistito ad una graduale diminuzione degli atti di pirateria marittima.  Nel mese di febbraio  scorso  una delegazione che ha operato sotto l’egida dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, UNODC, ha trattato e ottenuto la liberazione di quattro cittadini thailandesi dopo quasi cinque anni di prigionia. Si è trattato del periodo  più lungo in cui dei marittimi sono stati tenuti in ostaggio dai pirati somali. i 4 facevano parte dell’equipaggio del peschereccio di taiwan, FV Prantalay 12.

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