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Kunduz: raid Usa su ospedale, morti 9 operatori Medici Senza Frontiere

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Dal profilo facebook di Medici Senza Frontiere

E’ di nove operatori di Medici senza frontiere (Msf) uccisi il bilancio di un raid Usa che questa notte ha colpito un ospedale di Kunduz, in Afghanistan. E’ quanto comunica Msf in una nota. “L’ultimo aggiornamento parla di 37 feriti, tra cui 19 membri dello staff Msf. Di molti pazienti e staff non si hanno ancora notizie – si legge – L’impatto di questo terribile bombardamento sta diventando più chiaro e i numeri continuano a crescere”.
Nel condannare “nel modo più assoluto il terribile bombardamento”, Msf chiarisce che “tutte le parti in conflitto, comprese Kabul e Washington, erano perfettamente informate della posizione esatta delle strutture Msf – ospedale, foresteria, uffici e unità di stabilizzazione medica a Chardara (a nord-ovest di Kunduz). Come in tutti i contesti di guerra, Msf ha comunicato le coordinate Gps a tutte le parti del conflitto in diverse occasioni negli ultimi mesi, la più recente il 29 settembre”.
Il bombardamento sull’ospedale di Medici senza frontiere “è continuato per più di 30 minuti da quando gli ufficiali militari americani e afghani, a Kabul e Washington, ne sono stati informati” riferisce ancora l’organizzazione. “Msf – si legge ancora – chiede urgentemente chiarezza per capire esattamente cosa sia successo e come sia potuto accadere un evento di questa gravità”.
Secondo il governo afghano, all’interno dell’ospedale c’erano 10 o 15 terroristi. “I terroristi sono stati tutti uccisi – ha detto Sediq Sediqi, portavoce del ministero degli Interni di Kabul, in una conferenza stampa – ma anche alcuni medici hanno perso la vita”.
I Talebani afghani hanno però negato che all’interno dell’ospedale si nascondessero loro militanti. In un comunicato rilanciato dalla Bbc, i Talebani hanno descritto il raid come un attacco “deliberato” eseguito dalle “forze armate barbare dell’America”.
Anche il portavoce dei Talebani, Zabiullah Mujahid, parlando con la tv satellitare al-Jazeera, ha affermato che nell’ospedale non erano presenti militanti del gruppo. “I nostri mujaheddin – ha affermato – non si facevano curare al centro di Msf, a causa di condizioni militari avverse”.
“Questi attacchi delle forze Usa – ha proseguito il portavoce – vanno avanti da anni. Quest’ultimo attacco ha ancora una volta rivelato il volto spietato degli invasori dell’Afghanistan”. “Condanniamo – ha concluso Mujahid – il bombardamento dell’ospedale. Si è trattato di un attacco eseguito contro gente innocente”.
“Siamo profondamente scioccati dall’attacco, che ha ucciso nostri colleghi e pazienti, e compromette gravemente la situazione sanitaria a Kunduz” ha detto Bart Janssens, direttore delle operazioni di Msf. Da quando lunedì sono scoppiati i combattimenti, Msf ha curato 394 feriti. Al momento del bombardamento di stamattina nell’ospedale c’erano 105 pazienti, le persone che li accudiscono e oltre 80 operatori nazionali e internazionali di Msf.

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