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Sequestro Pelizzari: “The Guardian”, “Intelligence italiana mentì su rilascio per nascondere pagamento riscatto’

Bruno e Debbie accolti all'aeroporto di Ciampino da Vera PelizzariNella pagina web di theguardian.com è stato pubblicato un articolo dal titolo: ‘Intelligence italiana ha mentito su salvataggio di ostaggi per nascondere pagamento del riscatto’. Il riferimento è al sequestro di Bruno Pelizzari e Debbie Calitz avvenuto da parte dei pirati somali. I due si trovavano  a bordo dello yacht ‘Choizil’ preso a nolo insieme  allo skipper inglese, Peter Eldridge. Dopo la cattura in mare la prigionia dei due amici, accomunati dalla passione per il mare, durò oltre un anno, dal 26 ottobre del 2010 al giugno del 2012, fino a quando i due vennero, ufficialmente, liberati, con un blitz, dalle forze di sicurezza somale, SNSA.

Liberoreporter, come tutto ciò che riguarda la pirateria marittima somala, ha seguito fin dal primo momento la vicenda e molto, ma molto da vicino. Dopo il rilascio dei due ostaggi, la nostra testata fu la prima a denunciare che per il rilascio dei due velisti-turisti, Bruno e Debbie, era stato pagato un riscatto.ciòi seguito i link degli articoli del 2012 relativi alla denuncia del pagamento di un riscatto.

http://www.liberoreporter.it/2012/03/cronaca/italiani-ostaggi-nel-mondo-bruno-pelizzari-l%e2%80%99italiano-dimenticato.html

http://www.liberoreporter.it/2012/06/cronaca/pirateria-marittima-pagato-un-riscatto-per-rilascio-bruno-pelizzari.html

http://www.liberoreporter.it/2012/07/cronaca/pirateria-marittima-liberazione-bruno-pelizzari-contornata-da-alcuni-punti-oscuri.html

Una forte denuncia che diede vita anche ad un interrogazione parlamentare a firma dell’On. Maurizio Turco.

http://www.liberoreporter.it/2012/06/cronaca/pirateria-marittima-interrogazione-a-risposta-scritta-al-ministro-terzi-per-chiarimenti-su-rilascio-pelizzari.html

Nell’articolo del Guardian viene spiegato che i Servizi segreti italiani hanno contribuito ad inventare una storia falsa, un ipotetico salvataggio dei due ostaggi da parte delle forze di sicurezza somale per nascondere il pagamento del riscatto. Nel pezzo del quotidiano inglese viene spiegato che il giornale è in possesso di un  documento trapelato da una meglio non precisata agenzia di spionaggio. Sempre secondo quanto si legge nell’articolo, è stato effettuato il pagamento di un riscatto per il rilascio di Bruno Pelizzari,  italo-sudafricano e di Debbie Calitz, sudafricana. Nella pagina web theguardian.com  è scritto che il documento  in loro possesso e contrassegnato con la dicitura ‘segreto’ e si legge che l’agenzia di intelligence italiana, AISE, ha pagato un riscatto di  525mila dollari pari a 346mila euro. Per nascondere il pagamento del riscatto, AISE, SNSA e gli ostaggi accettarono di informare i media e il pubblico che il rilascio degli ostaggi era stato il risultato di una riuscita operazione di salvataggio da parte delle forze di sicurezza somale. Un documento  che mette in evidenza le contraddizioni della risposta internazionale ai sequestri. I governi statunitense e britannico si rifiutano di pagare riscatti, ma altri paesi europei hanno un approccio più ambiguo, volto regolarmente a effettuare i pagamenti, mentre pubblicamente negano.  La risposta del governo italiano al caso di Pelizzari e Calitz riflette riflette questo orientamento.  Invece di riconoscere che un riscatto è stato pagato o semplicemente rifiutandosi di commentare, deliberatamente hanno cercato di indurre in errore – questo dichiarano nella news del Guardian. Nell’articolo viene anche svelato che il documento in possesso della redazione del giornale britannico in merito al rapimento di  Pelizzari e Calitz,  datato 6 luglio, segnato come “segreto”, è stato scritto da un ufficiale dei servizi segreti sudafricani responsabile per il Corno D’Africa.  Si legge anche che Pelizzari e la Calitz erano in navigazione nell’Oceano Indiano a bordo di uno Yacht quando sono stati sequestrati dai pirati somali e tenuti in ostaggio in luoghi sconosciuti in Somalia. Dopo la loro liberazione sono stati portati con un jet privato a Roma il 22 giugno del 2012, dove sono stati accolti da funzionari italiani e un rappresentante del governo sudafricano. Il Guardian riferisce che nel documento si legge che gli ostaggi sono stati istruiti dai funzionari italiani a non divulgare che era stato pagato un riscatto, ma a informare i media che erano stati liberati dal governo federale di transizione somalo, Tfg.

http://www.theguardian.com/world/2015/oct/08/italian-intelligence-lied-hostage-rescue-bruno-pelizzari-debbie-calitz

Ferdinando Pelliccia

 

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