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ASL Viterbo: illustrati dettagli protocollo siglato con associazioni volontariato

volontariatoUmanizzare l’assistenza, incrementare il tasso di qualità percepito dei sevizi di accoglienza e di orientamento al Pronto Soccorso, confortando i degenti e dando informazioni ai familiari in attesa. A questo mira il protocollo, già operativo dal 15 aprile, stipulato dalla Asl di Viterbo lo scorso 7 aprile con quattro associazioni di volontariato: l’Arvas, i Cavalieri del soccorso, la Croce Rossa Italiana e l’Unitalsi. L’importante accordo è stato presentato questa mattina presso l’ex tribunale di piazza Fontana Grande, dove si sta svolgendo il festival del Volontariato, dal consigliere comunale con delega al Volontariato, Marco Ciorba, alla presenza del direttore amministrastivo della Asl, Daniela Donetti, del dott.Paoletti, dirigente del dipartimento di Emergenza ed Accettazione, del dott. Brama, direttore del Pronto Soccorso di Belcolle e dei rappresentanti delle quattro associazioni di volontariato coinvolte: la presidente della CRi di Viterbo, Maria Teresa Gasbarri, del presidente Unitalsi, Roberto Grazzini, del presidente dell’Arvas, Giuseppe Rossetti e del presidente dei Cavalieri del Soccorso, Enrico Corsini.

Il gruppo di volontari che dal 15 aprile sono operativi presso il nosocomio viterbese svolge il proprio compito di assistenza ai malati ed ai loro familiari dalle ore 8 alle 20 dal lunedì alla domenica con turni di quattro persone a volta, grazie a una programmazione mensile concordata con il coordinatore infermieristico dell’unità operativa. I volontari supportano anche tutti quei pazienti che si presentano in ospedale senza familiari e che hanno bisogno di un aiuto concreto per le loro esigenze primarie.

“Vogliamo fare squadra con la Asl di Viterbo – ha esordito Ciorba – Questo festival del volontariato è supportato anche dalla diocesi di Viterbo e dalla Regione Lazio perchè Viterbo si sta preparando per una grande sfida: divenire capitale europea del volontariato. Tale sfida – ha ricordato Ciorba- è nata il 5 dicembre scorso quando tutte le associazioni votarono all’unanimità  questo progetto. Abbiamo avuto testimonial improtanti quali l’on.Maturani, l’assessore Visini e ieri la nota cantante e campionessa paraolimpica Annalisa Minetti, madrina della cena di solidarietà in programma sabato prossimo 9 maggio, in piazza del Plebiscito.  Saremo una delle pochissime città a candidarsi”.

Ha preso, quindi, la parola il direttore Donetti, che ha rimarcato come le associazioni di volontariato siano parte integrante delle valutazioni delle esigenze assistenziali del cittadini. “Abbiamo tenuto 11 tavoli con le 88 associazioni di volontariato esistenti – ha affermato – i cui risultati sono stati interessanti. Questo protocollo che presentiamo oggi è importante perchè identifica una profonda maturazione del rapporto tra la Asl e le associazioni. E’ un protocollo molto equilibrato, diversificato, competente nel rispetto delle competenze, attraverso una perfetta integrazione”.

Il dott. Paoletti ha evidenziato come il Pronto Soccorso sia un “posto delicato”. “Sono stato contento di questa convenzione perchè obiettivo principale è quello di migliorare l’assistenza e l’umanizzazione. Il volontariato sta diventando sempre più importante e come Azienda saremo disponibili su qualsiasi problema i volontari dovessero affrontare”.

Il dott. Brama ha ringraziato, quindi, le quattro associazioni non nascondendo come i Pronto Soccorso vivano situazioni difficili con carenza di posti letto, qualità di codici aumentata e stesso numero di personale. “Ciò porta ad avere molta gente nelle sale del PS ha rimarcato Brama –  ed il volontario con una parola, una carezza fa molto di più di un farmaco. Era una cosa che mancava”.

La parola è, quindi, passata alle quattro associazioni di volontariato. Giuseppe Rossetti ha ricordato come l’Arvas sia un’associazione di volontariato a carattere regionale con sede a Roma che conta circa 2 mila iscritti e che fa volontariato presso gli ospedali della Regione. Ha poi sottolineato le difficoltà a trovare nuovi volontari e come sia importante lavorare insieme con le altre associazioni.

La presidente della Cri, Gasbarri ha posto l’attenzione sul concetto di umanizzazione. “L’umanità – ha asserito – è uno dei nostri sette principi guida. Mancava un tassello al P.S., il rapporto con i parenti che attendono fuori”. Ha poi voluto rimarcare il fatto che sono tutti volontari, senza distinzione. “Era stato ipotizzato anche di indossare un camice bianco con un solo riconsocimento, un braccialetto con scritto volontario proprio per far capire che siamo tutti uguali e che lavoriamo in sinergia” – ha ribadito.  Il presidente dell’Unitalsi, Grazzini  ha ricordato come l’associazione sia nata per accompagnare i malati ai santuari mariani, ma come, l’accoglienza e la vicinanza ai malati e parenti al P.S. non si discosti poi molto da quello che l’Unitalsi fa da ben 110 anni.

Infine, Enrico Corsini, presidente dei Cavalieri del Soccorso, ha evidenziato come la realtà del Ps di Belcolle sia ben diversa da quella vissuta all’ospedale Saant’Andrea, dove avevano portato un paziente, ritrovato dopo ben 20 ore sulla stessa barella fornita dall’associazione,ancora in attesa. “Ho visto le persone come venivano trattate – ha affermato –  con un’assistenza quasi zero e lì ho capito l’importanza di avere anche dei volontari. Al Sant’Andrea c’erano ben 15 ambulanze che aspettavano le barelle e che non facevano emergenze”.

Il dotto. Paoletti ha, infine, ricordato come la Asl metta a disposizione dei volontari anche corsi Bls e di comunicazione. “Con questo progetto stiamo cercando di cambiare il nostro linguaggio spesso difficile – ha concluso Donetti –  La presenza delle associazioni di volontariato nella nostra struttura è anche importante per il fatto che sono un fantastico decodificatore di linguaggio con il cittadino. Per noi l’umanizzazione è cominciare ad ascoltare  i bisogni dei cittadini che hanno dolore e riuscire a raggiungere l’obiettivo di salute, quando si può, ma nel rispetto del malato. La sostenibilità economica si ottiene solo se riusciamo a creare delle prestazioni sanitarie di qualità e lo possiamo fare solo ascoltando le esigenze dei cittadini”.

Wanda Cherubini

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