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Novecento: 21 anni fa moriva Nixon, il più discusso presidente d’America

“Dalla Luna alla vergogna”.

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E’ stato il 37° presidente degli Stati Uniti d’America e in assoluto, ancora oggi, il più discusso. Lui è Richard M. Nixon, di area Repubblicana e prima ancora di essere eletto alla Casa Bianca, è stato membro della camera dei rappresentanti per la California, distretto 12 dal 1947 al 1950, Senatore dal 1950 al 1953 e vice presidente dal 1953 al 1961, a fianco del Generale eroe d’Europa D. Eisenhower.
Nixon è lo storico presidente ricordato per tre questioni importanti che segnano profondamente non solo la sua vita politica e personale ma anche l’immagine della grande nazione a stelle e strisce. E’ avversario e sfidante alle combattute elezioni del 1960, nelle quali esce sconfitto contro un giovanissimo “cattolico”: John F. Kennedy; nel luglio del 1969 è il primo e unico inquilino della “White House in carica ad assistere allo sbarco sulla Luna, ed è il primo a dimettersi anticipatamente rispetto alla scadenza naturale del mandato, a causa dello scandalo conosciuto come Watergate. Vince due presidenziali consecutive, la prima di misura contro il democratico Hubert Humphrey, che prese il posto di Bob Kennedy (vero sfidante, assassinato nel 1968 a Los Angeles), e la seconda nel ’72, contro il radicale George McGovern, surclassandolo con uno schiacciante margine.
Nel primo anno di insediamento – il ’69 – Nixon assiste al grande evento dell’allunaggio, un emozione che cattura l’attenzione del mondo intero, un esordio che sembra di buon auspicio per il suo cammino alla vetta del mondo. Un percorso però costellato non sempre da splendide realtà, ma anche da momenti talvolta oscuri, dentro e fuori i confini del suo Paese. Pur tenendo in politica estera dei discreti rapporti di distensione con le due principali superpotenze di URSS e Cina – Nixon – con la sua forte ideologia proveniente dalla scuola Eisenhower e ricalcando la dottrina Truman, affiancato dal potentissimo Kissinger, mette in campo “armi” non proprio legittime, soprattutto nelle aree del centro e sud America. Noti infatti i coinvolgimenti della coppia Nixon- Kissinger in alcuni dei principali colpi di Stato, tra i quali quello del Generale Pinochet in Cile e nella piccola Guatemala. Sono gli anni della “sporca” guerra del Vietnam, che lo impegnano in azioni militari di vario genere scatenando forti rivolte interne. Richard Nixon viene soprattutto ricordato per un brutto “affare”, come già anticipato, chiamato Watergate.
La vicenda inizia nel 1972, con la scoperta di 5 agenti della CIA sotto mentite spoglie che, negli uffici del Comitato Nazionale del Partito Democratico, situato presso l’Hotel Watergate di Washington, monitorano illegalmente le attività del partito antagonista. Un gravissimo atto di spionaggio interno, scoperto dalla polizia locale, poi divulgato dalla stampa nazionale e un evidente abuso di potere da parte della CIA, per ordine della Presidenza. Nixon prova ad addossare le colpe all’agenzia di Langley, ma l’allora direttore Richard Helms, ne prende ufficialmente le distanze, facendo ricadere l’intera responsabilità sull’amministrazione in carica. Lo scandalo culmina con le sue dimissione, datate 9 agosto 1974, a seguito di un concitato discorso di addio alla nazione. Celebre il saluto con la mano alzata prima di salire a bordo dell’elicottero e lasciare per sempre il suo incarico. Muore il 22 Aprile del 1994 nella città di New York.
“Io non ho mentito, ho solo detto delle cose che in seguito si sono rivelate non vere” (R. Nixon).

Mirko Crocoli

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