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Tav: assalto cantiere maggio 2013, pm ripropongono accusa di terrorismo

no tavRiaprire in appello il dibattimento sull’accusa di terrorismo. A chiederlo sono i pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo nell’appello presentato contro la sentenza con cui la Corte d’assise di Torino aveva assolto quattro simpatizzanti No Tav dall’accusa di aver agito con finalità di terrorismo nell’assalto al cantiere Tav del maggio 2013.

I quattro erano stati condannati a tre anni e mezzo di reclusione per reati minori. “Se la Corte avesse tenuto nel debito conto le affermazioni dei testimoni e le avesse lette nella loro interezza, avrebbe tratto un giudizio diverso da quello pronunciato” scrive la procura nei motivi di appello, sostenendo che “la Corte ha, di fatto, impedito a quest’Ufficio di provare il fondamento del costrutto accusatorio”.

I magistrati chiedono anche che i giudici di secondo grado sentano i testimoni che non erano stati ammessi dalla Corte d’assise tra cui l’architetto Mario Virano, presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione, Laurens Jan Brinkhorst, coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo per conto della Commissione Europea e Luis Besson, presidente della delegazione francese presso la Commissione Intergovernativa per Torino-Lione.

La procura contesta la sentenza “anche sotto il profilo del trattamento sanzionatorio”, ritenendolo “blando” e considerando “immotivata ed erronea” la concessione delle circostanze attenuanti”.

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