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‘Ndrangheta: sequestri e confische per 21 mln a cosca Pesce di Rosarno

gdf-genI finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coadiuvati dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, hanno eseguito dodici decreti che dispongono il sequestro e la confisca di beni per 21 milioni di euro alla cosca Pesce di Rosarno, egemone nella piana di Gioia Tauro e con ramificazioni all’estero.

Dalle indagini svolte dal Gico del Nucleo di Polizia tributaria è emerso come la cosca occultava i proventi illeciti reinvestendoli anche in attività economiche para-lecite.

In particolare, sono stati sottoposti a confisca: quattro imprese e società operanti nel settore agricolo e dei trasporti, oltre 25mila metri quadrati di terreno coltivati ad agrumeto e frutteto per i quali l’Agenzia per le Erogazioni in agricoltura aveva riconosciuto specifici contributi, 13 fabbricati tra i quali figurano tre ville di pregio, di cui una villa di oltre 300 metri quadrati con dependance di 200 metri quadrati e giardino con una superficie di 700 metri quadrati nel comprensorio di Baden nella bassa Austria, plurimi rapporti finanziari, postali e assicurativi.

Con i provvedimenti è stata inoltre disposta la sorveglianza speciale nei confronti degli elementi di spicco della cosca, tra cui Giuseppe Pesce (35 anni, figlio secondogenito del capocosca Antonino Pesce conosciuto come ‘testuni’), Francesco Pesce (36 anni, figlio di Giuseppe Pesce chiamato ‘pecora’), Francesco Pesce (31 anni, figlio di Salvatore Pesce ‘u babbu’).

E, ancora, Rocco Pesce (31 anni, primogenito di Savino Pesce), Vincenzo Pesce (29 anni, fratello di Rocco Pesce), Francesco D’Agostino (36 anni), Mario Ferraro, Andrea Fortugno, Domenico Fortugno, Rocco Palaia, Alberto Petullà, Antonio Tirintino, Giuseppe Di Marte, Claudio Lucia.

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