LiberoReporter

Brasile: Cesare Battisti, giudice federale dice sì a espulsione. Le reazioni in Italia

Cesare Battisti

Cesare Battisti sarà espulso dal Brasile. Secondo quanto scrive il quotidiano “O globo”, un giudice di Brasilia ha accolto una richiesta della Procura federale per considerare nullo l’atto del governo per la concessione del soggiorno all’ex terrorista. Il magistrato ha deciso che si può iniziare la procedura di espulsione verso la Francia o il Messico, i Paesi attraverso i quali Battisti passò dopo la fuga dall’Italia e prima di arrivare in Brasile.
Ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac), Battisti fu condannato per gli omicidi di Pierluigi Torregiani, Antonio Santoro, Lino Sabbadin e Andrea Campagna, ma nel 1981 riuscì a evadere e a fuggire in Francia. Si trasferì quindi in Messico per tornare poi di nuovo Oltralpe. La magistratura italiana avanzò due richieste di estradizione, la seconda delle quali fu accolta dalla magistratura transalpina. Tuttavia, Battisti, era il 2004, scappò in Brasile. Qui nel 2007 fu arrestato a Copacabana, ma due anni dopo, siamo al 2009, gli fu riconosciuto lo status di rifugiato politico. Decisione di fronte alla quale il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scrisse al suo omologo, Luis Inàcio Lula da Silva, manifestando “stupore e profondo rammarico dinanzi alla decisione del ministro della Giustizia Tarso Genro di concedere lo status di rifugiato politico al terrorista Cesare Battisti”.
Ma quello fu solo il primo di una serie di interventi da parte dell’allora Capo dello Stato italiano. Quando Lula, alla fine del 2010, si oppose all’estradizione di Battisti in Italia, Napolitano manifestò “profonda delusione, amarezza e contrarietà”.A giugno del 2011, poi, Napolitano
deplorò la decisione del Tribunale supremo del Brasile che confermò la precedente scelta di Lula.
Oggi un nuovo capitolo della vicenda. Il giudice federale Adverci Rates Mendes de Abreu ha affermato che trattandosi di “uno straniero senza documenti in Brasile, condannato in patria per un crimine”, Battisti non ha il diritto “di rimanere qui o di ottenere un permesso di residenza” e quindi deve essere espulso. Per il giudice è infatti da considerarsi nullo l’atto con cui il Brasile gli ha concesso nel gennaio 2009 lo status di rifugiato. “Ci è stata comunicata la decisione” ha dichiarato al sito Estadao l’avvocato di Battisti, Igor Sant’Anna Tamasauskas, precisando però di non conoscere i tempi della sua attuazione. Il legale ha sottolineato come con questa sentenza si cerchi di “modificare una decisione del Tribunale Supremo federale e del Presidente della Repubblica”.
Ma il giudice federale, che di fatto ha negato il rinnovo del permesso di soggiorno a Battisti, ha risposto preventivamente alle obiezioni del legale, sottolineando come “gli istituti di espulsione e di estradizione non devono essere confusi” e che la sua decisione di espellere Battisti “non implica un affronto alla decisione del Presidente di non concedere l’estradizione”. Anche perché l’espulsione non deve avvenire necessariamente verso il Paese di cittadinanza, l’Italia, ma verso la Francia o il Messico, i Paesi attraverso i quali Battisti passò dopo la fuga.

Le reazioni in Italia

Torregiani, governo Renzi si adoperi per portarlo in Italia

“E’ una sorpresa sicuramente piacevole, ma anche da prendere con le pinze perché l’espulsione di Cesare Battisti dal Brasile non vuol dire che sarà estradato in Italia e per questo mi appello al governo e al premier Matteo Renzi affinché mostrino la giusta determinazione sul caso e tornino a chiedere” che l’ex terrorista rientri in Italia “e sconti la sua pena”. E’ questo il commento all’AdnKronos di Alberto Torregiani in merito alla decisione di espellere dal Brasile Battisti, condannato in Italia per 4 omicidi fra cui quello di suo padre.

Per il quotidiano ‘O globo’, un giudice federale di Brasilia ha accolto una richiesta della Procura federale per considerare nullo l’atto del governo per la concessione del soggiorno all’ex terrorista. Il magistrato, secondo quanto riportato dalla stampa, ha deciso che si può iniziare la procedura di espulsione verso la Francia o il Messico, i Paesi attraverso i quali Battisti passò dopo la fuga in Italia e prima di arrivare in Brasile. Dunque, la destinazione finale dell’ex terrorista potrebbe non essere l’Italia.

In questo senso, Torregiani chiede all’esecutivo guidato da Renzi “di mostrare sensibilità e determinazione in questa questione di giustizia” e “di attivarsi nuovamente per ottenere finalmente quello per cui ci battiamo da anni. In questo senso -aggiunge – chiedo alla stampa di spingere affinché il governo si impegni e da parte mia mi attiverò chiamando subito la Farnesina”.

E se per il figlio del gioielliere ucciso nel febbraio del 1979 in una sanguinosa rapina quella ferita non potrà mai risanarsi, Torregiani preferisce non sbilanciarsi su un eventuale faccia a faccia con Battisti: “non dico nulla, facciamo un passo alla volta. Credo che sia fondamentale che, nel caso, non venga accolto con un mazzo di fiori ma gli venga accordata la sua pena e ne possa scontare una parte in carcere per dimostrare che la legge è uguale per tutti”.

Maroni, finalmente potrebbe espiare la sua pena

“Ho appreso con piacere questa notizia, sono molto contento. Finalmente un personaggio come lui potrebbe arrivare in Italia e espiare la sua pena”. Lo dice Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia ed ex ministro dell’Interno, a proposito dell’espulsione di Cesare Battisti decisa da un giudice federale del Brasile. Maroni si augura che Battisti non vada in Francia o in Messico ma che sia assicurato alla giustizia italiana. “Per ora è una notizia buona a metà. Aspettiamo”, afferma a margine di un convegno sulla Giornata europea dei Giusti.

 

Encatena - Your content marketing platform
RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends