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Omicidio stradale: Marina Fontana vedova vittima, in piazza per chiedere reato

news-rosa“Dobbiamo farci sentire, subito, in modo pacifico, ma forte, siamo in tanti. L’omicidio stradale deve essere reato adesso. Questo Governo deve smetterla di prenderci in giro, questa politica deve smetterla di mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi”. E’ la denuncia di Marina Fontana, vedova di Roberto Cona, ucciso un anno e mezzo fa da un camionista in autostrada, che commenta così la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio la condanna a 21 anni inflitta in primo grado e in appello a Torino a Ilir Beti, imprenditore albanese che il 13 agosto 2011 imboccò la A26 contromano e la percorse per oltre 20 km: nell’impatto con il suo Suv morirono quattro ragazzi francesi.

“Vogliamo serietà, vogliamo una legge che dia pene certa e immediate a chi uccide degli innocenti, con una guida scorretta – dice Marina Fontana – Omicidio stradale adesso per chi causa morte di innocenti a causa della distrazione volontaria (se utilizzo un cellulare mentre guido per parlare senza viva voce o per mandare un sms o per vedere un video) sono consapevole di commettere un reato, se supero i limiti consentiti di velocità sono consapevole di commettere un reato, se faccio uso di alcol e droga e guido sono consapevole di commettere un reato…”.

“E questi reati possono uccidere e se uccidi così diventi un assassino e meriti di essere punito subito con pene certe”, aggiunge la vedova di Roberto Cona. “Non facciamo diventare garantismo licenza di uccidere alla guida autorizzata dallo Stato – denuncia ancora la donna – Basta alibi, basta politici che accusano chi vuole giustizia per le vittime della strada di volere vendetta ed essere emotivo. Amici, sorelle e fratelli uniti nel dolore, proviamo a dare un forte segnale subito da tutte le città italiane. Riempiamo i nostri balconi di manifesti e cartelloni che chiedono l’omicidio stradale, scendiamo in piazza, in tutte le piazze italiane, pacificamente, con una candela per dire la nostra…per chiedere il rispetto delle promesse a un governo latitante e assente”. “Andiamo a Montecitorio, dal Papa, nelle principali piazze di tutte le città, Palermo, Firenze, Bologna, Milano, Roma, Torino, Bari, tutte”. “Proviamo a farlo questa domenica, coinvolgiamo i Sindaci, chiediamo a tutti i cittadini, alle istituzioni, a tutti di essere con noi – conclude – Siamo indignati da uno Stato che ha una Giustizia che non è degna di essere chiamata Giustizia. Politica non mi rappresenti, politici non mi rappresentate”.

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