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Acqua: Ue sollecita l’Italia a migliorare raccolta e trattamento

ACQUALa Commissione europea sollecita l’Italia a migliorare la raccolta e il trattamento delle acque reflue provenienti da numerosi agglomerati di tutto il Paese. L’esecutivo Ue ha inviato all’Italia un parere motivato, secondo passo della procedura comunitaria di infrazione, per l’esistenza di quelle che la Commissione considera “violazioni sistematiche degli obblighi Ue”. Ai sensi della normativa Ue, le città sono tenute a raccogliere e a trattare le acque reflue urbane, perché, se non trattate, sono un rischio per la salute dell’uomo e l’ambiente.

Secondo la legislazione dell’Ue entro il 2005 doveva essere introdotto un trattamento secondario per tutte le acque reflue provenienti da agglomerati con un numero di abitanti compreso tra 10 mila e 15 mila e per gli scarichi in aree sensibili, quali acque dolci ed estuari, provenienti da agglomerati con un numero di abitanti compreso tra 2 mila e 10 mila. La Commissione ritiene che in Italia 817 agglomerati con un numero di abitanti superiore a 2 mila non raccolgano né trattino adeguatamente le proprie acque reflue, fra cui Roma, Firenze, Napoli e Bari. Alcuni agglomerati non rispettano inoltre l’obbligo di applicare un trattamento più rigoroso agli scarichi in aree sensibili.

“Se non verranno adottate misure concrete per ovviare al più presto a tali carenze”, si spiega dalla Commissione, l’esecutivo Ue “potrebbe adire la Corte di giustizia dell’Unione europea”.

 

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