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I giorni in cui Modugno faceva “Volare” il mondo intero




“In una stazione radio del Michigan o dell’Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo si ebbero duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L’exploit di “Volare” nacque così”.
(Domenico Modugno)

 

domenico-modugno

Era il 9 gennaio del 1928, quando, in un bellissimo paese pugliese affacciato sul mare Adriatico in provincia di Bari, Polignano a Mare,
nacque da Vito Cosimo Modugno e Pasqua Lorusso, il loro quarto figlio: Domenico. In tenera età si trasferì con la famiglia a San Pietro
Vernotico, in provincia di Brindisi per poi frequentare successivamente l’istituto di ragioneria a Lecce. Ma i sogni di “Mimmo”, sin da piccolo, sono ben altri e la sua voglia di sfondare nel mondo del cinema e soprattutto della musica è fortissima. Farà di tutto, alla soglia dei vent’anni, per scappare dalla sua terra natia e riuscire nella grande impresa.
Contro la volontà dei genitori intraprende un viaggio verso Torino, in quel tempo considerata città simbolo per il mondo dello spettacolo. Per vivere si arrangia come può in vari mestieri. Ma la sua vita cambierà di lì a poco, solo quando si recherà nella capitale. Dopo essersi iscritto alla scuola per attori del centro sperimentale di cinematografia della città eterna, comincia le sue prime esperienze lavorative da comparsa, diviso tra grande schermo e teatro. In questo contesto, nei primi anni cinquanta, incontra l’amore della sua vita, Franca Gandolfi, che diventerà ben
presto la sua dolce metà. Teatro, cinema e molta fatica per tentare di uscire allo scoperto fino a quando con coraggio e caparbietà decide di
dedicarsi completamente alla sue vere passioni: la musica, il canto e la “poesia” scritta.
Debutta al Festival di Sanremo nel 1956 con la celebre “Musetto”, da lui creata e interpretata da Gianni Marzocchi, classificandosi all’ottavo posto. Bisognerà attendere due anni ancora perché si aprano le porte dell’Olimpo. Nel ’58 infatti, sempre al Festival, in coppia
con Johnny Dorelli incanta la platea con la sua “Nel blu dipinto di blu” (da tutti conosciuta come “Volare”), grazie alla quale ottiene
una strepitosa vittoria. E’ solo il primo dei quattro festival che si aggiudicherà. Si ripeté infatti sempre con Dorelli e la canzone “Piove” l’anno seguente; con Claudio Villa in “Addio…Addio…” nel ’62 e con Gigliola Cinguetti in “Dio come ti amo” nel ’66, ultimo dei quattro festival vittoriosi, per un totale di dodici da partecipante.
Continua la sua carriera artistica anche nel cinema e nel teatro, ma le splendide melodie quali “Vecchio Frac” e “Meraviglioso” portano in se una magia poetica che soltanto un maestro e un genio poteva regalarci.
230 canzoni all’attivo, 45 film tra grande schermo e televisione, decine di spettacoli teatrali e soprattutto, oltre venti milioni di dischi venduti in tutto il pianeta, con la sua, la nostra, indimenticabile “Nel blu dipinto di blu”.
Nel febbraio del 1958, ben 57 anni fa, il mondo intero ha iniziato a “Volare” tra le note del poeta di Polignano, grazie all’ispirazione che il Mimmo nazionale ha ricevuto dai colori e dallo splendido mare dell’Isola di Lampedusa.
Domenico Modugno lascia la vita terrena il 6 agosto 1994, a soli 66 anni, ma la sua poesia, i suoi sentimenti, la sua emotività e l’incredibile bravura che lo ha reso unico, resteranno sempre indelebili nel gotha mondiale dello spettacolo.

Mirko Crocoli

(dal nostro giornale tematico Bonvivre)

 

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