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Taxi: Camanzi, non in discussione servizio pubblico, nodo è integrazione

“Noi non abbiamo nessuna intenzione di mettere in discussione il ruolo fondamentale di servizio pubblico non di linea di taxi e ncc”. Ma, in un contesto di mercato della mobilità che cambia, “il problema è quello dell’integrazione” . A sottolinearlo il presidente dell’Autorità dei Trasporti, Andrea Camanzi, parlando, in un’intervista a Radio 24, del fenomeno della nuova piattaforma Uber.

Fenomeno, questo, che ha ormai una dimensione globale e ora al centro del lavoro dell’Authority. “Stiamo davanti a una sfida nuova, diversa dal passato, che porta problemi di regolazione. C’è una domanda nuova di trasporto con un buon numero di persone che smetterebbe di usare o ridurrebbe l’uso della sua auto privata se i servizi di trasporto diversi da quelli dell’suo esclusivo del veicolo costassero di meno”, evidenzia Camanzi. “Stiamo affrontando – dice – segmenti contigui e non sostitutivi del trasporto pubblico non di linea”.

“Abbiamo convocato le associazioni rappresentative dei taxi, degli ncc, le piattaforme dei servizi, Uber e altri operator, e i rappresentanti dei consumatori, che incontreremo giovedì”, riferisce Camanzi spiegando che, in questa fase, l’Autorità sta esaminando, sta raccogliendo informazioni e dati oggettivi. A partire dal mese di aprile – annuncia – adotteremo le nostre prime decisioni e, se necessario, segnaleremo al Governo e al Parlamento le modifiche normative necessarie o l’introduzione di nuove norme”.

 

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