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Caso Yara: legale Bossetti, slitta a venerdì nuova istanza scarcerazione

bossetti-massLe ultime rifiniture, ma l’impianto della nuova istanza di scarcerazione è pronto e “non più domani, ma venerdì” – si corregge l’avvocato Claudio Salvagni -, verrà consegnato al gip di Bergamo Ezia Maccora. Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere dal 16 giugno scorso con l’accusa di aver ucciso con crudeltà la 13enne Yara Gambirasio, spera di tornare a casa dopo quasi otto mesi dietro le sbarre.

Dopo il no dello stesso gip alla scarcerazione perché “persistono i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato” e del giudice del Riesame di Brescia che ha lasciato in carcere l’imputato per la presenza del suo Dna sul corpo della vittima, domani il pool difensivo di Bossetti presenterà la nuova istanza; in attesa del ricorso in Cassazione fissato per il prossimo 25 febbraio.

Una scelta presa alla luce delle ultime relazioni consegnate in procura a Bergamo a partire da quella “sul sequestro degli abiti e degli attrezzi di Bossetti che non ha fornito elemento utili all’accusa, all’analisi sul furgone anche in questo caso un buco dell’acqua per la procura – spiega l’avvocato Claudio Salvagni -, all’assenza di capelli e peli di Bossetti sul corpo della vittima”. (segue)

Nuovi elementi che si aggiungono a dire di Claudio Salvagni, legale dell’imputato, a un quadro indiziario “già ridotto da parte del Riesame rispetto alla decisione del gip” e che ora vanno riconsiderati anche alla luce di quanto emerso nella relazione del consulente della procura Carlo Previderè in cui emerge – in una tabella che riporta a una consulenza del Ris di Parma – come nella traccia mista trovata sugli slip della 13enne il Dna mitocondriale dell’imputato non corrisponde con quello di Bossetti.

Contro il 44 muratore resta il Dna nucleare, ma sul resto ci sono “quei dubbi che bastano per far cadere i gravi indizi di colpevolezza. È proprio sulla mancanza di quegli indizi di colpevolezza che si fonda questa istanza per ribadire – conclude l’avvocato – che non ci sono le esigenze cautelari per tenere in carcere Bossetti”. Il gip Maccora, una volta ricevuta l’istanza, ha cinque giorni per decidere.

Di fronte a un eventuale parere negativo da parte del giudice dell’udienza preliminare, la difesa dell’imputato ha nuovamente la possibilità di ricorrere in Appello e quindi ancora in Cassazione. I giudici di piazza Cavour chiamati a decidere il prossimo 25 febbraio dovranno pronunciarsi solo sul primo ‘ricorso’ non tenendo conto delle ultime rivelazioni sull’omicidio di Yara.

 

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