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Caso Yara: legale Bossetti, dubbi su Dna sufficienti per scarcerarlo

bossetti-massMilano, 6 feb.  E’ incentrata sugli “acclarati dubbi scientifici” relativi alla traccia mista trovata sugli slip di Yara Gambirasio, quindi sulla non corrispondenza tra il Dna mitocondriale e quello nucleare attribuito a Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere con l’accusa di aver ucciso la 13enne di Brembate di Sopra, l’istanza di scarcerazione avanzata dal suo difensore Claudio Salvagni. Stamane il legale ha avvisato la parte offesa, cioè la famiglia della vittima, del fatto che sarà depositata l’istanza: lunedì la richiesta di rimettere in libertà l’indagato sarà consegnata al gip Vincenza Maccora, lo stesso giudice che lo scorso giugno ha rigettato la richiesta.

Nell’istanza la difesa ripercorre le tappe di questa vicenda giudiziaria – dal no del gip e dei giudici del Riesame di Brescia alla scarcerazione – fino al ricorso in Cassazione (l’udienza è il programma il prossimo 25 febbraio) focalizzando l’attenzione sulle nuove perizie dell’accusa in cui si evidenzia, oltre ai dubbi sul Dna, l’assenza di peli e capelli di Bossetti sul corpo della vittima; così come sugli abiti, gli attrezzi e il furgone sequestrati all’indagato.

Nuovi elementi, “fatti nuovi sopravvenuti” che consentono alla difesa di potersi rivolgere nuovamente al giudice dell’udienza preliminare chiedendo la scarcerazione di Bossetti e in subordine una misura meno restrittiva. Da lunedì, quando l’istanza arriverà sul suo tavolo, il giudice ha cinque giorni di tempo per decidere sull’istanza.

 

 

 

(Afe/Adnkronos)

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