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Hezbollah a Israele: non cerchiamo escalation violenza

hezbollahAggiornamento 11.00 – Messaggio Hezbollah a Israele, non interessati a escalation violenza

Gli sciiti libanesi di Hezbollah hanno fatto pervenire un messaggio a Israele tramite la forza Onu schierata in Libano, l’Unifil, dicendosi non interessati a un’ulteriore escalation della violenza sul confine, dopo gli scontri di ieri che hanno fatto due vittime tra i soldati israeliani e una tra le truppe Unifil. “Abbiamo ricevuto un messaggio – ha detto il ministro israeliano della Difesa, Moshe Ya’alon, citato dal Jerusalem Post – Ci sono linee di coordinamento tra noi e il Libano attraverso l’Unifil e questo messaggio è arrivato proprio dal Libano”.

“Non posso dire che quanto successo sia ormai alle nostre spalle – ha aggiutno Ya’alon – Finché l’area non sarà completamente calma, le forze di difesa israeliane resteranno in allerta e pronte”.

Aggiornamento 14.50 (28 gen) – 4 soldati israeliani feriti da fuoco hezbollah

Quattro soldati israeliani (Idf) sono rimasti feriti lungo il confine con il Libano, quando il loro veicolo è stato colpito da un missile anti tank sparato dalla milizia sciita libanese Hezbollah. Lo riferiscono i media israeliani, che parlano di un ferito grave. Vi sono stati anche colpi di mortaio contro postazioni israeliane. Israele ha risposto con colpi d’artiglieria verso il Libano meridionale.

L’attacco avviene mentre sale anche la tensione sul Golan, dove Israele ha risposto nella notte con colpi d’artiglieria contro postazioni dell’esercito siriano dopo che ieri due missili si erano abbattuti sul suo territorio. Lo scorso 18 gennaio, in un attacco attribuito ad Israele, sono rimasti uccisi in territorio siriano sei esponenti della milizia sciita Hezbollah e un generale iraniano. Da quando è iniziata la guerra civile in Siria, ad Israele sono stati attribuiti alcuni attacchi contro convogli di armi destinati alla milizia libanese, alleata con il governo di Damasco. Israele non ha mai smentito, né confermato.

10.00 – Gerusalemme, 28 gen. Israele ha sparato colpi d’artiglieria contro posizioni siriane sulle alture del Golan, dopo che due missili sono stati lanciati ieri contro il suo territorio. Israele ha reagito ad una “evidente violazione della sovranità israeliana”, ha dichiarato questa mattina il portavoce dell’esercito Peter Lerner, spiegando che sono state prese di mira postazioni dell’esercito siriano. Israele, spiega il comunicato dell’esercito, ritiene il regime di Damasco responsabile per ogni attacco proveniente dal suo territorio. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, basato a Londra, Israele ha bombardato l’area in cui si trova la 90esima brigata siriana.

Intanto non è chiaro se i due missili, che non hanno provocato né vittime né danni in territorio israeliano, siano stati sparati intenzionalmente verso lo Stato ebraico. La tensione è salita sul Golan dopo il 18 gennaio quando, in un attacco attribuito ad Israele, sono rimasti uccisi in territorio siriano sei esponenti della milizia sciita Hezbollah e un generale iraniano. Da quando è iniziata la guerra civile in Siria, ad Israele sono stati attribuiti alcuni attacchi contro convogli di armi destinati alla milizia libanese, alleata con il governo di Damasco. Israele non ha mai smentito, né confermato.

Due razzi sparati in territorio israeliano nel Golan 

Aggiornamento: 12.32 (27 gen.) – I razzi sparati contro Israele sono quattro e non due.  Le Forze di Difesa israeliane hanno risposto con fuoco di artiglieria, dopo aver identificato il luogo da dove è partito uno dei razzi.

Tel Aviv – Almeno due razzi sono sparati oggi contro Israele dalla Siria nella zona delle Alture del Golan. Non è ancora chiaro se i razzi sono stati sparati intenzionalmente o sono arrivati in territorio ebraico per errore, visto che su quella linea di confine sono in atto degli scontri tra esercito regolare siriano e ribelli. Dopo l’attacco di due settimane fa a Quneitra, è il primo incidente che si registra alla frontiera. Probabile una immediata reazione dell’aviazione israeliana. Non si segnalano al momento vittime o danni.

Dopo che è scattato l’allarme delle sirene nelle città nelle vicinanze del Golan (Odem, Al-Roum, Bukata, Majdal Shams, Masa’da, Neve Atib, Nimrod e Ein Kanya) i residenti hanno udito chiaramente le deflagrazioni. Evacuati i turisti che si trovano nella località sciistica di Hermon per precauzione. 

 

 

(con fonte Haaretz)

 

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