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Belgio: no eutanasia per stupratore seriale




Bruxelles, 6 gen.  Niente eutanasia per Frank Van den Bleeken, lo stupratore seriale belga in prigione da 30 anni che aveva chiesto al ministro della Giustizia belga di essere ucciso con la ‘dolce morte’ perché incapace di contenere i propri impulsi sessuali e per questo molto sofferente.
Era dal 2011 che l’uomo, 51 anni, pluristupratore seriale e assassino, recidivo e conscio di esserlo, chiedeva di beneficiare della legge del 2002 che autorizza l’eutanasia a causa delle sofferenze psicologiche. Tre giorni fa era arrivato il via libera dei sanitari. La procedura doveva aver luogo l’11 gennaio presso la prigione di Bruges ma oggi, ha detto il ministro della Giustizia belga Koen Geens in un comunicato, i medici hanno deciso “di non eseguire il trattamento”.
I motivi della decisione sono confidenziali per motivi di privacy. Secondo quanto riferisce la nota, l’uomo sarà trasferito in una nuova struttura psichiatrica nella città settentrionale di Gand, nella parte occidentale del paese. Van den Bleeken è stato condannato per una serie di stupri e omicidi di giovani donne, tra i quali quello di una 19enne violentata e strangolata nel 1989 in un bosco ad Anversa, la cui madre morì poi di crepacuore. Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi sono gli unici paesi in Europa dove l’eutanasia è legale. Circa 1.400 persone sono state uccise nel 2013 in Belgio, che ha polemicamente esteso il diritto anche ai bambini malati terminali.

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