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Siria: la città di Deir ez-Zor, la nuova Kobane

map_siriaIn Siria è in corso da 4 settimane, da parte dei miliziani dello Stato islamico, Is, l’assedio di un grosso centro abitato nella parte orientale del Paese al confine con l’Iraq. Si tratta della città di Deir ez-Zor situata a circa 460 chilometri a nordest  da Damasco. Per la sua enorme distanza dalla capitale e a causa della mancanza di media sul territorio, praticamente se ne parla poco. Si tratta però, di una città situata lungo il corso del fiume Eufrate e il suo controllo vuol dire controllare il più importante nodo strategico di tutta la provincia. Una provincia che è considerata una delle più ricche di risorse petrolifere della Siria e per questo motivo rappresenta un importante punto strategico che l’Is, nella sua espansione verso Sud-Ovest, mira a conquistare. Le milizie del califfato puntano soprattutto a prendere il controllo del suo aeroporto militare. Per questo motivo l’area è da mesi al centro di violenti combattimenti tra le forze fedeli a Damasco e gli jihadista del califfato dopo che questi ultimi hanno spazzato via gli altri ribelli siriani e conquista la quasi totalità della regione compresi i pozzi petroliferi. Al momento l’esercito siriano controlla, oltre alle postazioni all’interno della città, l’aeroporto militare e una base militare. Praticamente Deir ez-Zor  si trova giusto in mezzo alle due forze contrapposte. Infatti, a Sud e ad Ovest, vi sono le forze fedeli al governo siriano e a Nord e a Est i miliziani dell’Is. In città  ad essere stati chiusi nella morsa degli assedianti sono stati soprattutto i quartieri di al-Qusour e di al-Joura. Qui migliaia di civili sono rimasti intrappolati e tagliati fuori da ogni contatto con l’esterno. In città, dopo oltre un mese di assedio,  scarseggia di tutto, soprattutto acqua, viveri e medicinali, praticamente è ormai in corso una vera e propria emergenza umanitaria. Il controllo della città siriana è considerato, da ambo le parti in lotta, strategico soprattutto per la vicinanza al grosso aeroporto militare che è però, ancora controllato dalle forze fedeli ad Assad che lo difendono strenuamente. La base aerea è stata più volte presa di mira dagli uomini del califfato. L’ultima volta poche settimane fa. Nel mese di dicembre scorso infatti, le milizie jihadiste assaltarono in forze l’aeroporto per cercare di strapparlo al controllo delle forze governative siriane. L’attacco riuscì solo a metà. I miliziani riuscirono infatti, a prenderne il controllo solo di una parte. Successivamente, sempre lo scorso mese di dicembre, in seguito ad una controffensiva condotta dalla 104ma Brigata Aviotrasportata della Guardia Repubblicana siriana i miliziani sono stati respinti lontano dalla base aerea militare, verso Est. La minaccia delle milizie jihadiste è stata però, evidentemente allontanata solo dall’area aeroportuale, mentre il centro urbano è stato lasciato in balia dei miliziani dell’Is. La città è considerata ribelle dal governo di Damasco. Fin da quando è iniziata la ribellione siriana al regime di Bashar al Assad nel Paese, marzo 2011, essa è stata infatti, oggetto di contesa. Sono state combattute tantissime battaglie per il suo controllo.  Dal 2012 ad oggi è stata infatti, il suo controllo è stato conteso da tanti gruppi ribelli come quello del FSA e altri gruppi come Jabhat al Nusra. Ed ora è al centro di forte contesa tra gli armati dell’Is e quelli del regime di Assad. Nel 2012 è stata anche fatta oggetto di una brutale e continua azione repressiva da parte dell’esercito governativo. Attraverso bombardamenti indiscriminati, per colpire le cosiddette ‘bande armate fuori controllo’, sono stati uccisi migliaia di civili, vittime innocenti di una brutale guerra.

Ferdinando Pelliccia

 

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