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Allarme terrorismo. Sicurezza? Il Coisp denuncia “colleghi senza radio e con giubbotti antiproiettile scaduti”

Il Coisp denuncia: “Con l’allarme terrorismo si annuncia maggiore impegno per la sicurezza, ma in realtà le carenze aumentano. In servizio colleghi senza radio e con giubbotti antiproiettile scaduti”

 

polizia“La minaccia del terrorismo incombe e l’Italia annuncia il rafforzamento delle contromisure   con l’innalzamento del livello di sicurezza. La sfida è sempre più ardua ed i nuovi impegni  si accostano alla mole di lavoro che già grava sulle Forze dell’Ordine. Ecco perché, più che mai, spicca la grave incoerenza e l’ipocrisia nell’atteggiamento di chi sbandiera un asserito maggiore impegno sul fronte sicurezza mentre, nella realtà, il Comparto è soggetto a sempre maggiori tagli che, lungi dal risolverne le carenze, non fanno che acuirle. Carenze che si manifestano in ogni dove  e che ci impongono di non restare in un complice silenzio”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp nella premessa alla segnalazione della grave situazione che assilla i Reparti Prevenzione Crimine dove, denuncia il Sindacato Indipendente  di Polizia, “moltissime pattuglie escono in servizio con giubbotti antiproiettile scaduti ai quali è stata data una proroga di scadenza e dove, cosa ancor più scandalosa, gli equipaggi sono usciti senza radio portatile”.

“Gli equipaggi – spiega il Segretario generale del Coisp a titolo di esempio – sono stati impegnati  nella città di Verona a svolgere interventi tra i quali la segnalazione di un’auto sospetta vicino  ad un obiettivo sensibile e l’intervento per sospetto furto in atto all’interno di un centro commerciale. Per raggiungere le vie interessate si è dovuto far ricorso ad indicazioni di passanti ed ai telefoni personali perché nemmeno i GPS sono stati distribuiti, dal momento che sono in numero insufficiente per tutti. A fronte di una pubblicizzata spesa di 30 milioni di euro per i RPC – insiste Maccari – ci chiediamo dove e come sono stati spesi questi soldi e perché un equipaggio deve andare in servizio senza gps e senza radio portatile facendo ricorso alle risorse personali”.

“Ma soprattutto ci chiediamo – conclude -: si può continuare a soprassedere con tanta irresponsabile superficialità su questioni di tale importanza e delicatezza come il fatto     che alle Forze dell’Ordine non vengono garantiti i mezzi indispensabili per svolgere il proprio lavoro, con ciò mentendo anche gravemente ai cittadini sul fatto che vengono profusi i necessari sforzi per garantire loro il miglior livello di sicurezza? Oggi più che mai l’Italia è chiamata  a decidere se si può continuare a sacrificare le esigenze operative e con ciò l’efficienza  di un Comparto (oltre all’incolumità dei suoi Appartenenti) deputato a preservare e salvaguardare la vita democratica del Paese, ed a difenderlo quotidianamente in ogni singola sua via dalle diverse e gravi minacce che ne mettono a rischio gli abitanti”.

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