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Novecento: i magnifici anni ’80




80s

Ecco un nuovo anno. Il nostro “bel paese” è oramai una cenerentola, sottotono e senza più grandi aspettative. Sfiducia e disamore per politica e istituzioni hanno raggiunto livelli mai toccati prima e per quanto ci si sforzi di pensare al futuro, in questo disincanto totale sono sempre i bei ricordi a farla da padrona. L’Italia degli anni 80 è stata in assoluto quella più ricca, più bella e più accattivante. Erano felici i grandi così come i piccini. Un decennio in cui si viveva di spensieratezza, di speranze e di voglia di crescere. In pieno boom c’era Bettino al governo del paese e Reagan in cima al mondo. La politica era quella vera, con la “P” maiuscola, fatta di amore per il voto e lotte tra liste antagoniste. Esplodevano di benessere fabbriche, imprese e di lavoro non c’era gran penuria. Chi è stato bambino in quei meravigliosi anni non può dimenticare gli storici cartoon giapponesi: Daltanious, Goldrake e Mazinga. Chi è stata fanciulla a quel tempo, ha sognato con Lady Oscar, Candy Candy e la dolcissima Heidi. Tutti calciatori grazie a Holly; tutti portieri grazie a Benji e tutte straordinarie pallavoliste sotto l’influsso di Mila. Erano momenti magici. C’era la musica – QUELLA VERA – e il festival dei fiori inchiodava la nazione intera ai televisori. Morandi,  Ruggeri e Tozzi, quest’ultimo re incontrastato con GLORIA e NOTTE ROSA ma soprattutto il mito di John Travolta, Madonna, Donna Summer, Gloria Gaynor e la disco music d’oltre oceano. Le adolescenti sognavano con “Non è la rai” ed era loro vietata l’uscita serale fino ad almeno il raggiungimento dei vent’anni. I ragazzi invece facevano a gara con la moto più potente e gli stivali più belli. I veri locali da ballo sono nati e morti in quegli anni tra penne a mezzanotte e la moda delle spalline. Niente chat, facebook, twitter o whatsApp ma solo cabine a gettoni e cornette intrecciate. Parliamo di un “epoca” talmente straordinaria che ha cambiato letteralmente il modo di vivere, la storia del costume e che – ancora oggi – vive nei nostri cuori.
Quando il catechismo era catechismo, quando pane e nutella era la nostra colazione preferita e le “bande” dei più grandi un esempio solenne da seguire.
Non c’erano videopoker o internet ma sale giochi “nostrane” con i grandi biliardi e l’effetto dirompente di Francesco Nuti. Tutti pugili come Rocky Balboa o combattenti come Joe Rambo. Immancabili le cinte del Charro, le “quattro stagioni” Timberland, i “bomberini” Moncler e l’intramontabile Schott. A nord esisteva la “Milano da Bere” e il fenomeno dei “Paninari”, al centro era l’epopea dei Pariolini in contrasto con i ragazzi di borgata. Tutto finito e tutto tramontato e nascosto nei “cassetti della memoria”. Eterna era la sfida tra CIA e KGB, e i buoni  – alla fine – pur dopo una lunga battaglia riuscivano sempre a vincere! Siamo stati tutti comandanti Kirk di Star Trek, ancora oggi alla ricerca disperata di quel “maledetto” teletrasporto. Luke Skywalker, Dart Fener, la Principessa Leila di Guerre Stellari vivono ancora nell’immaginario collettivo e, insieme al nostro migliore amico, all’occorrenza si diventava Starsky & Hutch o la coppia di Miami Vice. Le risate con Cliff Robinson un appuntamento imperdibile e gli amori sulla “Love Boat” da strappalacrime. Infinito il desiderio di poter salire su quella DeLorean per fare un giro nel futuro o su una di quelle Harley Davidson che si vedevano soltanto nelle foto. Tutto un sogno, un modo piacevole di vivere la vita; quando gli amici erano AMICI, quando la neve era l’amore di tutti i bambini, quando il primo bacio era il primo bacio, quando l’America era l’AMERICA e quando l’Italia era l’ITALIA! Anche il malaffare aveva un sapore diverso e RAF – al termine della decade – ce li raccontava nostalgicamente nella sua “cosa resterà di questi anni 80…”.

Mirko Crocoli

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