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Pirateria marittima: Corte europea dei diritti dell’uomo condanna Francia a risarcire 9 pirati somali

pirati somali La Corte europea dei diritti dell’uomo ha sentenziato che la Francia ha violato i diritti di alcuni pirati somali ed ha stabilito che a loro sia dovuto un risarcimento per i ritardi giudiziari che li ha riguardati. In pratica a ben nove pirati somali dovrebbero andare almeno 7mila euro a testa. Si tratta di un risarcimento dovuto perchè non sono stati immediatamente portati davanti ad un giudice francese per essere giudicati. I nove predoni del mare sarebbero stati trattenuti in custodia, dopo essere stati catturati, per sei giorni prima di essere trasferiti in Francia, per essere giudicati.  Alcuni di questi, tre, sono i pirati somali che nell’aprile del 2009 avevano attaccato e sequestrato, al largo della Somalia, lo yacht ‘TANIT’. A bordo della nave battente bandiera francese vi erano due coppie e un bambino, tutti cittadini francesi che vennero tenuti in ostaggio dalla gang del mare somala. Nave e ostaggi vennero liberati da un blitz delle forze speciali francesi nel corso del quale però, uno degli ostaggi francesi rimase ucciso. Gli altri pirati somali sono stati invece, catturati in due diverse operazioni di contrasto alla pirateria marittima al largo del Corno D’Africa. L’episodio costituisce un pericoloso precedente. Si potrebbe ora scatenare una sorta di corsa ad ottenere un risarcimento. Questo, in quanto sono numerosi i Paesi europei, che impegnati nel contrasto al fenomeno, hanno nel corso degli anni catturato numerosi pirati somali detenendoli in attesa di giudizio. Un attesa che a volte si è anche protratta nel tempo. La normativa vigente consente al Paese, le cui forze di sicurezza hanno catturato dei predoni del mare, di poterli detenere e giudicare. In molti casi però, si preferisce rilasciare i pirati catturati oppure di trasferirli in Paesi con cui è stata stipulata una convenzione per detenerli e giudicarli.  Questo allo scopo di non caricarsi dei costi per la loro detenzione.

Ferdinando Pelliccia

 

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