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Turchia. Incidente miniera Ermenek: recuperati i corpi di altri due minatori

minieraturcaA distanza di 20 giorni dall’incidente accaduto nella miniera di Ermenek nell’Anatolia Centrale in Turchia sono stati recuperati i corpi di altri due dei 18 minatori rimasti imprigionati sottoterra. I corpi di altri due sfortunati lavoratori erano già stati recuperati lo scorso 6 novembre. Le squadre di soccorso stanno lavorando senza sosta. Prima, per cercare di salvare eventuali superstiti ed oggi, a distanza di tanto tempo, di recuperare i corpi di tutti e i 18 sfortunati minatori. La speranza di ritrovarli in vita è ormai svanita quando sono stati recuperati i primi due corpi. Le gallerie della miniera di carbone sono rimaste inondate dall’acqua affluitavi in abbondanza per le piogge torrenziali abbattutesi sulla zona nella settimana dell’incidente. L’incidente si è verificato all’ora di pranzo quando sottoterra erano al lavoro ancora le squadre del mattino. I minatori sono rimasti intrappolati a 350 metri di profondità. Per raggiungerli le squadre di soccorso stanno pompando dalle gallerie miglia di metri cubi di acqua. Inizialmente si era sperato di riuscire a farlo entro una settimana, ma le difficoltà si sono mostrate superiori alle previsioni. Le squadre al momento sono giunte a 300 metri di profondità. Sull’incidente sta indagando la magistratura turca. Attualmente sono finite in carcere ben 7 persone, tra cui i titolari della ‘Has Şekerler Madencilik Limited’ la società che gestisce la miniera.  Per tutti loro l’accusa è di negligenza. E’ convinzione generale che l’acqua all’interno della miniera non sia stata prosciugata in tempo e che questo abbia causato l’inondazione. Secondo le normative vigenti in Turchia l’acqua dovrebbe essere pompata dalle gallerie della miniera almeno ogni due settimane. Inoltre, da varie testimonianze sembra che la società che gestisce l’impianto estrattivo non abbia permesso ai minatori di consumare il pranzo al di fuori delle gallerie della miniera, questo in violazione del diritto dei lavoratori ad una pausa pranzo di un’ora dei minatori. Una violazione che sembra si sia assodato sia consolidata in quasi tutte le miniere turche e che in questo caso è stata ancora più pesante in quanto se fosse stato rispettato al momento dell’incidente i minatori si sarebbero trovati fuori dalle gallerie inondate dall’acqua. Alla fine dello scorso mese di ottobre in merito alla questione era entrato duramente il ministro del Lavoro, Faruk Celik dicendo che tutte le piccole miniere, dove gli investitori sono riluttanti a investire nella sicurezza a causa della scarsa redditività dell’impianto, dovrebbe essere chiuse per evitare ulteriori disastri. Una significativa presa di posizione che denota il clima di ‘rabbia’ che aleggia ormai intorno alla questione miniere in Turchia. Nel Paese di incidenti nelle miniere ne accadono numerosi. Nelle circa 740 miniere di carbone che impiegano circa 49mila minatori negli ultimi 70 anni a causa di incidenti sono morti almeno 3mila minatori e altri 100mila hanno subito lesioni gravi.

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