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Sri Lanka: presidenziali, spaccatura coalizione governo elezioni 2015

Mahinda_RajapaksaCon la firma apposta, in data odierna, sull’atto di proclamazione, da parte dell’attuale Presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapaksa, sono state indette ufficialmente le elezioni presidenziali nel Paese. Gli oltre 10 mln di elettori cingalesi saranno chiamati a scegliere il loro nuovo presidente nel 2015 probabilmente come sempre nel mese di gennaio.  Indicandola come un vero e proprio blitz elettorale del presidente Rajapaksa uno dei partiti di coalizione al governo, il ,  per protestare contro ha ritirato dal governo i suoi rappresentanti. In discussione non sono messe le elezioni in se per se, ma il fatto che sono state indette prima delle concordate modifiche costituzionali ritenute fondamentali come quella di sottratte il potere esecutivo al Capo dello Stato. I lavori per apportare queste modiche, che sono all’esame  di una speciale commissione parlamentare, Parliament Select Committee, PSC, sono in stallo da mesi. In seguito a tale decisione, il National Heritage Party ha fatto sapere di star valutando l’opportunità di sostenere un candidato alla presidenza dell’opposizione contro Rajapaksa. Il portavoce del Governo, il ministro Keheliya Rambukwella ha comunque reso noto che, all’unanimità la decisione di Rajapaksa di volersi candidare per un terzo mandato verrà appoggiata e sarà sostenuta nelle urne. Il portavoce ha spiegato che la scelta è stata fatta nonostante il parere contrario di alcuni membri della coalizione di governo guidata dallo Sri Lanka Freedom Party, SLFP.  Confermando in questo modo la spaccatura in corso. Il mandato a Rajapaksa gli è stato conferito in maniera semi-plebisicataria, per la seconda volta, nel 2010 dopo il voto tenutosi il 26 gennaio di quell’anno. Allora a sostenere l’attuale Capo dello Stato cingalese fu una coalizione di partiti denominata l’Alleanza della Libertà del Popolo Unito che gli permise di raccogliere quasi il 58 % dei voti. Una vittoria elettorale, quella di Rajapaksa, che seguiva di poco quella militare vinta contro i ribelli Tamil. Allora questa vittoria portò la popolarità dell’attuale Capo di Stato ai massimi livelli e gli consentì di vincere le elezioni. Una popolarità che attualmente è in forte calo confermata anche dalla calo di preferenza raccolte dal suo partito alle ultime elezioni locali.  Per molti Rajapaksa starebbe giocando anche di anticipo, per conseguire dalle urne un terzo mandato presidenziale, prima del marzo del 2015. Per questa data è atteso un pronunciamento del Consiglio dell’Onu per i diritti umani a riguardo accuse che pendono a carico di Rajapaksa per gravi abusi nei confronti della minoranza tamil. Il rischio di una condanna per il presidente cingalese è alto.

Ferdinando Pelliccia

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