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Russia-Turchia: domani Putin ad Ankara per riunione Joint Planning Group

putinDomani il presidente russo Vladimir Putin si recherà in Turchia. Putin sarà ad Ankara per partecipare alla quinta riunione del Consiglio Russia-Turchia ad alto livello strategico di cooperazione, UDK. Si tratta di uno strumento promosso dalla politica estera turca. Esso rappresenta il meccanismo attraverso cui viene attivata una cooperazione intergovernativa che pone le basi per il partenariato strategico dei due Paesi. Dal 2006 ad oggi la Turchia ha stabilito accordi di cooperazione, oltre con la Russia, anche con l’Iran, l’Iraq e il Brasile. Alle riunioni vi partecipano i capi di stato dei Paesi aderenti e i rispettivi ministri coinvolti per valutare questioni strategiche e agire tempestivamente al fine di ottenere ottimi risultati. Grazie a questo strumento la Turchia ha finito per diventare uno dei principali partner commerciali della Russia. Praticamente entrambi si comportano come se fossero degli operatori economici e sono facilitati anche dal fatto di essere dipendenti energeticamente l’uno dall’altro. Il Paese della mezzaluna è al settimo posto come fatturato del commercio estero in Russia.  Mentre la Russia è il secondo mercato di esportazione della Turchia dopo la Germania. Di fatto quella di domani sarà la prima volta che Putin incontra Recep Tayyip Erdoğan quale presidente del Repubblica turca. I due Paesi pur essendo divisi su questioni di politica estera, come Siria e  Medio Oriente, sono riusciti finora a restare invece, uniti su questioni commerciali mantenendo in tal senso ottimi rapporti bilaterali. Le relazioni tra Turchia e Russia  stanno sempre di più migliorando specie in determinati settori dove hanno acquisito anche una solida base istituzionale. Un risultato che è figlio di quella strategia che la Turchia ha messo in atto da qualche anno e che nasce dalla filosofia di non avere problemi con i vicini. La riunione di domani ad Ankara però, acquista una valenza diversa dalle altre. Oltre ad essere una ulteriore occasione per poter intensificare le relazioni tra i due Paesi e in particolare appunto quelle commerciali, economiche ed energetiche. Riveste un aspetto importante specie per la Russia. Il Cremlino spera infatti, attraverso questo strumento di alleggerire il peso delle sanzioni occidentali inflittegli in seguito alla crisi ucraina e della crisi economica che ha colpito il Paese degli Zar negli ultimi mesi. La Turchia è tra i Paesi che non hanno aderito alle sanzioni. Una decisione che lo stesso Putin ha giudicato positivamente proprio di recente nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia Anadolu. “I nostri partner turchi hanno rifiutato di sacrificare i loro interessi per ambizioni politiche degli altri”, ha commentato il capo del Cremlino. Putin ha anche avanzato nuove proposte di partenariato come una  collaborazione nell’industria, in particolare nel settore aerospaziale. L’incontro di domani ad Ankara è il quinto vertici che si tiene tra la Turchia e la Russia. Nel 2013 quando si è tenuto a San Pietroburgo in Russia vennero siglati numerosi accordi commerciali ed energetici. La Turchia riceve il 70 % del suo fabbisogno energetico, gas e petrolio, dalla Russia. Al centro dell’incontro di domani ci sarà una questione ritenuta importante da Ankara dopo la decisione presa di diversificare le sue fonti di energia. Si discuterà dello stato di avanzamento della costruzione della centrale nucleare di Akkuyu nella provincia di Mersin sulla costa mediterranea della Turchia meridionale. Una costruzione affidata alla società russa Rosatom. Un progetto dal costo di oltre 20 mld di dollari. L’energia nucleare è una delle più importanti risorse energetiche scambiate tra i due Paesi.  Quello energetico è una questione che sta molto a cuore ad entrambi i Paesi. La Turchia importa  tramite Gazprom  gas naturale dalla Russia in quota del 48 % del suo fabbisogno. Per migliorare lo scambio, la Turchia e Gazprom hanno costruito due impianti di stoccaggio del gas naturale nella regione di Silivri e del lago salato, a 100 km da Ankara.  Petrolio e i prodotti petroliferi coprono invece,  il 20 % delle importazioni turche dalla Russia. Non mancherà di certo spazio per discutere anche di progetti di sviluppi nel settore del turismo. Negli ultimi anni si è registrato infatti, un incremento del flusso turistico tra i due Paesi specie dalla Russia verso la Turchia. Secondo una recente stima si prevede che questo flusso turistico almeno dal versante russo, per la fine del 2015, possa raggiungere quota 5 milioni di visitatori. A favorirlo un accordo in vigore dal marzo del 2014 tra i due Pesi. Secondo il quale la Turchia permette ai turisti russi di soggiornare nel Paese anche due mesi senza visto. Mentre la Russia permette a quelli turchi di rimanere nel suo territorio solo un mese. Ad Ankara si dovrebbe discutere  dell’aumento della durata del soggiorno per i turisti turchi in Russia magari prolungandola a due mesi. L’accordo oltre a favorire il flusso turistico tra i due Paesi ha anche favorito il movimento di investitori. Non mancherà però, occasione per trattare anche spinose questioni regionali e internazionali. Con il capo del Cremlino in Turchia giunge anche una nutrita delegazione. A seguito di Putin infatti, ben 10 ministri russi. Una riunione che sarà presieduta per la prima volta da Erdogan e si terrà presso il nuovo palazzo presidenziale Ak Saray. Nel corso dell’incontro di certo saranno presentati progetti per cercare di incrementare gli scambi commerciali tra i due Paesi. Attualmente al di sotto delle stime. Le esportazioni dalla Turchia verso la Russia ammontano a solo 6 mld di dollari. Mentre il volume totale degli scambi commerciali tra i due Paesi è fermo a 35 mld di dollari. Un dato che è molto inferiore alle previsioni. Infatti, nel 2010, quando in Russia è nato l’UDK, i due Paesi si erano prefissati come obiettivo  valido quello di incrementare soprattutto il commercio bilaterale. La quota programmata degli scambi venne fissata a 100 mld di dollari da raggiungere entro il 2015. Un obiettivo che poi, è stato rivisto e modificato allungando i tempi fino al 2020.

Ferdinando Pelliccia

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