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Afragola (NA): barriere architettoniche, l’ufficio postale via Battisti ‘anti-disabile’

disabile_posta1Ancora un episodio collegato alla inaccessibilità, a causa della presenza di barriere architettoniche, per i portatori di handicap. Questa volta l’incresciosa situazione si è venuta a creare ad Afragola nel napoletano dove ad un’anziana donna in carrozzina è stato precluso l’accesso all’ufficio postale, Agenzia 1, di Via Cesare Battisti. Praticamente la persona disabile non è stata messa in condizione di poter svolgere autonomamente le proprie attività senza ricorrere all’aiuto o l’intervento di terze persone. Lo stesso direttore dell’ufficio Postale in questione, pur rendendosi conto della situazione, ha potuto fare ben poco per favorire il portatore di handicap anche perché soggetto alla normativa e alla procedura. Alla fine si è risolto tutto grazie al fatto che la disabile è stata aiutata dai familiari a poter accedere al servizio di cui necessitava. Non finisce però, sempre in questo modo in quanto il problema di fondo risiede nel fatto che non sempre le persone affette da disabilità motoria, tra le quali si contano appunto, anche numerosi anziani, possono contare su familiari o altre persone per il disbrigo o per essere aiutate nello svolgimento di operazioni quotidiane. In questo caso poi, la donna in carrozzina doveva per forza di cose presentarsi di persona allo sportello, ma non ha potuto perché l’ufficio postale in questione non è rispettoso di nessuna norma e regola inerente l’accessibilità. In questo modo si potrebbe quindi ipotizzare che è stata violata la dignità della persona non autosufficiente. In questo caso si potrebbe ipotizzare che si è in presenza di un probabile mancato rispetto della legge 104 del 1992 che garantisce e promuove il rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e autonomia delle persone con handicap. Presso l’Agenzia 1 di Via Cesare Battisti, a costituire una barriera architettonica è un semplice gradino posto all’ingresso. Un ostacolo che potrebbe essere eliminato facilmente, magari con uno piccolo scivolo. Del fatto però, l’Ente Poste Italiane sembra non occuparsene. Anche forse perché, nessuno finora si è mosso verso una richiesta decisa della rimozione di tale barriera architettonica. Purtroppo uno dei problemi più diffusi per i portatori di handicap è proprio la limitazione dell’autonomia. Per cui anche un semplice gradino può impedire la loro normale attività come appunto quella di entrare in un ufficio postale per eseguire operazioni di Bancoposta o altro. Oltre al gradino si potrebbe aggiungere anche il fatto che la porta d’accesso all’ufficio è di dimensioni inferiori a quelle necessarie per consentire il passaggio ad una sedia a rotelle. Questo però, è un problema secondario in quanto è possibile utilizzare, aprendola, anche un’altra porta di dimensioni maggiori, ma comunque dotata sempre di gradino per cui non facilita lo stesso l’accesso e quindi comunque non consente il rapporto diretto del portatore di Handicap con gli sportelli. Tutto questo dimostra che sebbene la legge 49/86 prescriveva per gli edifici pubblici già esistenti l’obbligo di adottare entro un anno dalla sua entrata in vigore i cosiddetti Piani di eliminazione delle barriere architettoniche tutto questo non è stato fatto. Le ragioni sono tante. Purtroppo l’agenzia 1 di via Battisti è una delle tanti sedi storiche dell’Ente Poste Italiane e come tale vi sono presenti o vincoli strutturali o urbanistici che ostacolano o addirittura impediscono del tutto la realizzazione di interventi edili sulle strutture, anche se queste interessano lo spazio esterno all’ufficio come nel caso specifico. Per cui visto che l’Ente Poste Italiane sembra impossibilitata ad occuparsi del problema e, anche se volesse, nemmeno il proprietario dell’immobile, in cui ha sede l’ufficio postale afragolese, può intervenire in quanto a norma di legge questo intervento spetta alle Poste Italiane. Però, visto che la questione ha evidenziato una grave problematica a cui nessuno, a quanto pare, pensa o può porre rimedio, in via provvisoria si potrebbe aggirare il disagio, con l’attivazione di un servizio a chiamata, del resto anche obbligatorio, collocando in una posizione accessibile un campanello. In questo modo si darebbe modo al portatore di Handicap di segnalare la propria presenza all’esterno in modo da poter essere assistito dal personale per lo svolgimento delle operazioni richieste. Il fatto però, che un disabile non sia potuto entrare nell’ufficio postale è una grave inadempienza. In merito, in passato si è espressa anche la magistratura che ha stabilito che i portatori di handicap devono essere messi in condizione di accedere agli spazi. Vi sono stati disabile_postaanche casi in cui l’ente postale è stato condannato al versamento di un risarcimento per danni morali. Si potrebbe anche palesare un comportamento discriminatorio in quanto è la Legge n.67 del 2006 a stabilire come l’omessa rimozione di qualsivoglia ostacolo alla integrazione della persona disabile nell’ambiente circostante o alla sua relazione con gli altri, rappresenti discriminazione che viola la dignità della persona non autosufficiente. A tutto questo poi, si aggiunge anche il fatto che anche la cassetta postale e il Postamat, posti all’esterno dell’ufficio in questione sono inaccessibili ai portatori di handicap. Inoltre, di fronte all’entrata dell’ufficio postale in questione sulla carreggiata non vi è alcun posto auto dedicato ai disabili ne tantomeno vi è un raccordo di collegamento tra la strada e l’ingresso dell’ufficio stesso. In quest’ultimo caso però, siamo di fronte ad una inadempienza dell’amministrazione comunale locale. Per il fatto che, questa situazione è comune quasi ovunque in città, essa non è da considerarsi una semplice svista. Si tratta con molta probabilità di una mancanza, da parte di chi vi è preposto, ad effettuare periodici controlli sullo stato della viabilità e segnaletica in città. Si è quindi, di fronte all’ulteriore conferma del disinteressa che regna su tutto ciò che è inerente alla manutenzione della segnaletica, orizzontale e verticale, delle strade afragolesi.

Ferdinando Pelliccia

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