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Verso lo scoppio della Terza Guerra Mondiale

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Il mondo col fiato sospeso, anche se in Italia nessuno sembra ancora accorgersene, dopo il clamoroso fallimento del G20 australiano, che ha visto un Putin sempre più isolato dall’Occidente e pronto ad armarsi contro lo strapotere statunitense. Il puzzle geopolitico è già tutto pronto. Manca solo lo scoppio del detonatore, che forse sarà la Siria di Bashar al-Assad.
Un gelido Putin da guerra fredda ha infatti chiaramente fatto capire, anche con il precipitoso abbandono del Summit (mancando all’inutile e simbolico pranzo di arrivederci), di avere ancora in mano i destini dell’Ucraina. E di volerseli tenere, anche a costo dello scoppio appunto della Terza Guerra Mondiale, che lo vedrebbe schierato accanto alla potentissima Cina contro Europa e Stati Uniti, dato che le aperture tedesche della Merkel sono finite. Solo la Francia continua a mantenere un basso profilo, visto l’impegno a fornire alla Grande Madre Russia due portaerei costruite su loro ordinazione, al costo di 1,2 miliardi di euro (fornitura al momento solo rinviata).
Dopo l’abbattimento dell’aereo malese con ben 28 cittadini proprio australiani, la potenza militare russa si sta impegnando d’intesa con la Cina a riarmare tutti i suoi più remoti avamposti antioccidentali dai tempi della Guerra Fredda con Breznev. Mosca sta infatti riorganizzando le sue basi militari nella Cuba ancora nelle mani di Fidel Castro, mentre un numero sempre maggiore di jet sovietici militari provoca gli spazi aerei della Nato o dell’Efta, e mentre si è diffusa la notizia che un sottomarino russo è stato avvistato in acque svedesi. Quanto all’Italia, ce la siamo cavati ancora una volta per miracolo, rischiando la collisione tra un’aereo da ricognizione russo e un aereo passeggeri della compagnia aerea scandinava Sas, diretto appunto a Roma, la nostra capitale; svogliata, distratta e poco attenta a ciò che accade nel mondo.
A non farsi più illusioni è l’attenta stampa tedesca, che, come ci ricorda La Repubblica, “evoca sempre più apertamente scenari di guerra in Europa”, lungo un fronte che va dalla Finlandia, alla Lettonia, Estonia e Lituania, per scendere alla solita Polonia, alla Slovacchia, all’Ungheria, alla Romania, giù giù fino alla Bulgaria ed alla filooccidentale Turchia. Questo dunque il fronte Orientale della Guerra che si sta silenziosamente preparando, in attesa dell’esplosione della miccia siriana, che vede un Obama pentito di non essere ancora intervenuto pesantemente per far cadere il tiranno siriano sostenuto da Mosca.
Nel vertice di Birbane, Putin ha agito così “diplomaticamente” da improvvisare manovre militari a ridosso delle acque territoriali australiane. Il premier Tony Abbot, ha fatto ricevere lo “Zar” del Cremlino in aeroporto da un semplice sottosegretario alla Difesa; poi ha chiesto subito conto a Putin della morte dei suoi cittadini sul volo abbattuto in Ucraina, accusando l’uomo dell’ex Kgb di “inseguire le glorie perdute dello zarismo”. Tutto questo mentre la nuova superpotenza, la Cina, invia la sua marina e aviazione militare nelle famose isole contese con il Giappone.
Ecco dunque Cina e Russia da una parte, Occidente e Giappone dall’altra, con la guerra che è già in corso in Medio Oriente, un Califfato sempre più spietato e arrogante che, mentre rivendica Roma e costituisce una minaccia per un attentato a Bergoglio, ha addirittura cominciato a battere moneta in oro, argento e bronzo, tanto per sfidare la nostra cartastraccia che è in realtà in mano cinese.
Quanto all’Ucraina, mentre Putin, mentendo, afferma di essere estraneo ai ribelli filorussi, ha tenuto a spiegare chiaramente che le crescenti sanzioni dell’Occidente contro di lui, non fanno di fatto che indebolire proprio l’Ucraina, che dipende economicamente, infatti, dalla Russia.
Andiamo verso un Natale insanguinato? Sicuramente sarà “glaciale”.

 

Giancarlo De Palo

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