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Pirateria marittima: warning eunavfor-Atalanta, alla larga dalla costa somala

bandierapirataNel corso di una conferenza anti-pirateria internazionale a Dubai negli Emirati Arabi che ha raccolto l’adesione dei rappresentanti di  oltre 60 Paesi e di ben 20 organizzazioni internazionali rappresentati della Forza navale dell’Unione europea, eunavfor-Atalanta, hanno lanciato un avvertimento a stare alla larga dalla costa somala. Il warning è per lenavi mercantili e yacht che di recente, in seguito alla riduzione degli attacchi pirati, hanno ripreso a navigare pericolosamente vicino alla costa somala per risparmiare denaro e carburante. I rappresentati della eunavfor-Atalanta avvertono che rimane ancora una zona ad alto rischio di pirateria  e quindiuna minaccia per equipaggio e navi. iI rischio attacchi da parte dei pirati somali è solo diminuito, ma non eliminato. Questo, nonostante i pattugliamenti da parte delle forze navali internazionali, le misure di autoprotezione, le guardie armate a bordo delle navi mercantili e la condivisione delle informazioni di intelligence.  Nel 2009 ci sono stati 51 sequestri al largo della Somalia, nel 2012  solo 7, mentre nel 2013 nessuno. Dati che sembrerebbero tranquillizzare sulla situazione al largo della Somali invece, indicano solo che il fenomeno  perdura e costituisce sempre una minaccia. Tanto è vero che, circa 2 settimane fa, una nave da carico che trasportava 8mila tonnellate di cemento e che viaggiava lungo la costa somala, per un’avaria al motore è stata costretta ad ancorarsi al largo della costa. Immediatamente all’imbarcazione si è avvicinata gente del posto che offrendo assistenza  ha iniziato a salire a bordo. L’equipaggio è stato costretto ad usare la forza per cacciarli via. Per fortuna il motore si è riavviato è la nave ha ripreso il largo chiedendo soccorso via radio. Dal 2008 una task force navale internazionale ha iniziato a pattugliare le acque al largo e lungo la costa della Somalia costituendo un contrasto armato alla pirateria marittima. Questo, ha costretto i pirati somali a doversi spostare molto più al largo per poter operare in tranquillità. Un fatto questo che li ha portati a doversi allontanare troppo dalle loro basi a terra perdendo quegli appoggi e complicità necessari alla loro attività criminale. Questo contrasto armato continua ancora oggi anche se si è molto ridotto rispetto al 2011 anno in cui ha raggiunto il massimo impegno. Anche la successiva difesa armata delle navi commerciali, con l’imbarco di guardie armate a bordo, ha sortito il suo effetto più che altro deterrente. I pirati hanno fatto sempre più fatica a trovare prede non difese. Grazie al ricorso sempre più diffuso della difesa armata delle navi commerciali le task force navali internazionali hanno avuto modo di poter operare con un approccio più attivo nell’individuare e intercettare i pirati somali. In questo modo mese dopo mese i profitti delle varie gang del mare sono calati e con il crescere delle perdite la pirateria marittima ha cominciato a perdere di forza e a perdere anche accoliti. Nel 2011 il fenomeno è cominciato a calare sensibilmente fino a giungere ai livelli attuali che sono più che gestibili. Importante tuttavia, è stato l’aver tagliato i fondi alle varie gang del mare somale colpendo direttamente i loro finanziatori e tutti i canali di finanziamento. Da parte loro i finanziatori comunque, visto l’aumentare del rischio nell’intraprendere attacchi in mare, a causa della forte presenza navale internazionale e della difesa armata delle navi stesse, hanno, nel tempo, abbandonato questo tipo di investimento e deciso di investire il proprio denaro in attività di commercio a terra con un rendimento più elevato e con meno rischi. La mancanza di fondi e quindi di attrezzature e la successiva diminuzione di manodopera ha limitato di molto l’azione dei pirati somali. Un altro fattore che ha influito sul calo dell’attività pirata al largo del Corno d’Africa è la conquista di vaste aree costiere da parte dei miliziani filo al Qaeda degli Al-Shabab che ha fortemente ridimensionato la presenza delle gang del mare in quelle zone. Questi islamisti si sono dimostrati da subito contrari a questo tipo di attività contrastandola in tutti i modi. Si teme però, ora, con la sconfitta di questi da parte delle truppe governative somale e dei loro alleati, e con la conseguente perdita del controllo di aree costiere in molte regioni nel sud della Somalia, che possa ritornarvi la presenza pirata e con essa la ripresa delle loro attività. Il rischio è alto a sud del bacino somalo dove appunto le gang del mare godono dell’appoggio dei villaggi di pescatori. Nel caso che tutto ciò si verifichi si corre il rischio che la minaccia pirata, mai debellata, potrebbe riprendere piede nelle aree di Mombasa e Dar es Salaam. Questo anche per il fatto che i pattugliamenti della task force navale internazionale ora sono principalmente attivi lungo la costa nord orientale della Somalia.

Ferdinando Pelliccia

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