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Pirateria Marittima: attività pirati somali minore e limitata rispetto al passato

Controllo peschereccio nelle acque somale - © EuNavFor SomaliaNell’ultimo trimestre la maggior parte delle segnalazioni di potenziali incidenti sono venuti dal Mar Rosso Meridionale e Golfo di Oman. Dei circa 16 tentati approcci segnalati, la gran parte non è risultato di natura pirata o è andato a buon fine per il fatto che le navi prese di mira erano tutte difese. A volte le segnalazioni risultano infatti, infondate in quanto vi è stata un’errata identificazione del naviglio locale scambiato per pirata. Nessuna attività criminale si è registrata invece, nel Mar Arabico e Bacino Somalo perché interessato dai venti monsonici che escludevano operazioni di pirateria. Ora però, con il calare della forza dei venti di certo questa attività riprenderà anche in questa area. Sarà però, sempre un’attività minore e limitata rispetto al passato anche se la possibilità di una rinascita del fenomeno rimane sempre possibile.  Ad essere colpite comunque, sono piccole navi da trasporto e pescherecci, per lo più yemeniti e iraniani. Prede facili per i predoni del mare somali perché indifese. Oggi l’area con il maggior numero di attacchi è il Mar Cinese Meridionale, con un circa 150 tentati attacchi all’anno. Questo, perchè l’area offre, per le sue caratteristiche geografiche, opportunità per lanciare attacchi pirati. L’area è infatti, ricca di isole e piccoli scogli che emergono dall’acqua e che costituiscono nascondigli ideali. Vi sono poi, numerosi passaggi stretti che facilitano gli attacchi. Il più importante è lo stretto di Malacca. La maggior parte degli atti di pirateria marittima si registrano infatti, in quest’area che comprende Indonesia, Malesia e Singapore. In Indonesia si registra la maggiore attività pirata. Mentre, per i maggiori sforzi della Malesia e di Singapore, a combattere il fenomeno, il pericolo nelle loro aree pur sussistendo è però, ridotto. Purtroppo, in Indonesia il fenomeno ha trovato terreno fertile non solo per i deboli sforzi fatti per combatterlo, ma anche a causa dell’azione di funzionari corrotti che vanifica ogni sforzo fatto.

Ferdinando Pelliccia

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