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Siria: a Kobane non sono stati sconfitti i curdi ma il mondo

pkkI jihadisti dello Stato islamico, Is, hanno conquistato il quartier generale delle forze curde a Kobane. Ormai, a questo punto, la città siriana, al confine con la Turchia, è da ritenersi perduta. Gli estremisti islamici avevano già tentato  inutilmente di prendere il controllo della città lo scorso mese di luglio. Questa volta hanno avuto la meglio grazie soprattutto alla grande disparità di forze sul campo. Mentre la città lentamente, ma inesorabilmente capitola oltre 13mila abitanti sono in fuga. Sono gli abitanti della città, per lo più vecchi, donne e bambini, che fuggono per sfuggire al dramma della guerra. Questa gente però, non è potuta andare molto lontano. L’unica via libera era verso il vicino confine turco ed ora sono tutti ammassati li perché Ankara ha deciso di chiudere tutti i varchi alla frontiera con la Siria. Il timore è che dopo aver espugnato Kobane i miliziani dell’Is possano dare vita ad una vera e propria caccia ai civili e compiere massacri indicibili. L’attacco alla città curda rientra in una chiara strategia dei terroristi. Avere il controllo di Kobane vuol dire poter controllare agevolmente tutto il territorio nel nord della Siria dato che la città curda si trova in una posizione strategica. Per i miliziani islamici consolidare il controllo di questo territorio vuol dire poter intensificare e consolidare i guadagni derivanti dallo sfruttamento e dalla vendita delle sue risorse. Finora a fermarli è stata solo la tenacia e il coraggio delle forze locali curde appartenenti al Democratic Union Party, PYD, appendice del PKK . Purtroppo queste forze si sono esaurite e non ricevendo aiuti dall’esterno hanno capitolato. La confinante Turchia ha fatto ben poco in loro aiuto anzi, li ha anche in qualche modo ostacolati. Queste forze erano infatti, sostenute anche da combattenti curdi provenienti dalla Turchia. Il flusso di queste forze esterne è però, cessato, o si è ridotto ai minimi termini, dopo la chiusura della frontiera  da parte della Turchia. A poco sono serviti poi, i raid aerei della coalizione anti ISIL. I miliziani hanno ormai, imparato ad eludere i bombardamenti. Solo un intervento con forze di terra potrebbe cambiare le sorti della battaglia. Nessuno però, osa percorrere questa via che presenta tantissime incognite e rischi.

 

 

 

 

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