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Viterbo: comune propone dimensionamento scuole e scatta la protesta dei genitori

raffaellavaleriGenitori sul piede di guerra a Villanova. Il Comune di Viterbo ha, infatti, presentato la proposta per il dimensionamento delle scuole. “Il nuovo piano di dimensionamento penalizza tutte le scuole tranne due: Pio Fedi, a Grotte Santo Stefano e Carmine- Fantappiè- si legge in una nota divulgata in questi giorni tra i genitori – Infatti, nell’ipotesi portata avanti dalla Valeri (l’assessore comunale alla Pubblica istruzione, ndr.) , i nuovi istituti “Ellera- Bagnaia” , “Egidi- San Martino” “De Amicis -Volta” e “Canevari – Vanni” sono tutti squilibrati nella dimensione verticale ovvero hanno un ordine di scuola sopra o sotto dimensionato rispetto a gli altri. Ad esempio il “De amicis – Volta” ha solo 96 studenti delle medie contro 436 alunni della primaria. Ellera Bagnaia ha studenti delle medie contro 636 studenti primaria! E questi sarebbero istituti comprensivi? Secondo quanto richiamato dalla Delibera di Giunta regionale n. 581/2014: “L’obiettivo di garantire un processo di continuità didattica nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione è perseguito con l’aggregazione in Istituti comprensivi delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado, con la conseguente soppressione delle Istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da Direzioni Didattiche e Scuole secondarie di I grado” . Quale continuità didattica ci può essere – prosegue la nota – in istituti in cui gli alunni delle medie sono il 20%  e il 10% di quelli delle elementari? Per tacere poi della logistica. Qual è il senso di accorpare Egidi (che si trova all’Ellera) con San Martino? Non esiste nessun contiguità spaziale.
La giustificazione proposta dalla Valeri è che: “Auspicabilmente nel giro di qualche anno verrà costruita la scuola di Santa Barbara e le nuove medie al Pilastro o al Carmine” ! Ovvero: stravolgiamo l’esistente in attesa di un futuro non solo non programmato ma manco deciso (come se Pilastro e Carmine fossero adiacenti!). Visti poi i tempi biblici di realizzazione dell’asilo di Santa Barbara, non ancora funzionante, figurarsi se è mai possibile costruire un futuro stravolgendo il presente in nome di forse, ma poi e  chissà!”.
“Noi genitori (in tutto siamo 120 famiglie delle elementari) siamo molto preoccupati ed arrabbiati- ci spiega una rappresentante di classe della quinta elementare – in quanto il Comune, a distanza di pochi giorni dall’apertura della scuole, ci ha informato che non intende garantire il pagamento dell’affitto della scuola e, quindi, secondo il piano dell’assessore Valeri, la scuola verrà traslocata in blocco al Pilastro, senza considerare tutti i disagi per noi genitori, nel portarli e riprenderli da scuola e per gli stessi alunni, che magari si troveranno ad avere maestre diverse da quelle attuali.  C’è poi la rabbia dei genitori delle prime classi – prosegue la rappresentante – che non sanno cosa devono fare, visto che ad una settimana dall’inizio dell’anno scolastico è stato comunicato loro che la scuola di Villanova chiuderà. Non potevano allora informarli prima, in modo tale che avrebbero avuto la scelta di segnare i figli altrove?  Ora dove vanno ad anno scolastico avviato? Anche i genitori delle materne non sanno come comportarsi  visto il futuro prospettato dal Comune. E poi come faremo ad accompagnare i nostri figli al Pilastro se lì c’è il boulevard Marconi con la zona a traffico limitato? Dovremmo lasciare i nostri ragazzi all’inizio della strada e farli andare soli in quelle zone così pericolose? Che il Comune ripulisse prima il quartiere, facesse a meno di tante feste ed impiegasse i soldi per pagare l’affitto della scuola di Villanova!”. Ma non sono solo i genitori a bocciare la proposta del Comune, in quanto, anche i sindacati hanno  espresso la loro contrarietà al piano di dimensionamento scolastico proposto, così come gli stessi presidenti dei consiglio di istituto, che hanno chiesto una proroga alla Provincia, rispetto al termine di presentazione del piano, in scadenza domani. “Avvieremo una raccolta di firme nel quartiere – ha concluso la rappresentante –  sicuramente con l’aiuto del parroco – in quanto non possiamo permettere che venga chiusa la nostra scuola”.
Wanda Cherubini

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