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Acqua. Arriveremo a bere quella riciclata?

agricoltura_israeleBere acqua riciclata, cioè quella delle acque reflue domestiche? L’esperimento è stato condotto a San Diego (USA) e, sembra che l’acqua riciclata sia addirittura migliore di quella precedente. Si parte dal presupposto che l’acqua potabile scarseggia ed è sempre più costosa, quindi, occorre riciclare quella esistente proveniente da precedenti usi. L’idea non ci entusiasma già di per sé, ma visto lo stato degli acquedotti italici, vanno fatte delle considerazioni.

L’agricoltura assorbe il 70% dei prelievi idrici, l’industria il 20%, gli usi domestici e altro solo il 10%. Gli attuali sistemi di produzione agricola perdono il 40% di quello che prelevano; per gli altri usi, il 40% dell’acqua si spreca per le perdite dei sistemi di trasporto e distribuzione (2,5 miliardi di euro). Dunque il problema principale sta nel settore agricolo e nella enorme dispersione, non nella porzione utilizzata dalle famiglie.  E’ chiaro, quindi, che si dovranno incentivare sistemi diversi di irrigazione, come, per esempio, quello a goccia invece che quella a pioggia e per gli usi industriali si potrebbe riciclare l’acqua depurata, oltreché risistemare gli acquedotti.

Per il nostro Paese non rileviamo motivi per il ricorso all’acqua potabile riciclata che, oltretutto, avrebbero bisogno di impianti di depurazione. Ovviamente, ogni Paese ha i propri problemi per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico sia per gli usi agricoli, industriali o domestici. Si tratta, però, di investire in ricerca e sviluppo. Basta vedere come hanno affrontato il problema in Israele che nel deserto del Negev, adottando particolari tecniche di coltivazione, sono riusciti a trasformare una zona desertica in un fiorente territorio che produce uva, ortaggi e fiori.

Insomma, prima di ricorrere all’acqua potabile riciclata sarebbe opportuno rivedere i sistemi di utilizzo.

 

Fonte: ADUC

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