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Pirateria marittima: i pirati somali torneranno a sequestrare navi commerciali

bandierapirataDa qualche anno il fenomeno della pirateria marittima somala non fa più notizia. Questo. perché rispetto al passato gli attacchi pirati a navi commerciali sono calati in maniera sensibile, mentre i sequestri di navi e dei loro equipaggi si sono azzerati del tutto. Questo, di conseguenza, sta comportando un calo dell’attenzione sul fenomeno che di fatto è solo dormiente, ma non morto. Un calo che si tramuterà inesorabilmente in un abbassamento della guardia.  Ed è questo il momento che i pirati somali stanno attendendo per riprendere a pieno la loro attività criminale. Il problema risiede nel fatto che essi non sono stati sconfitti dal contrasto armato e dalla difesa armata delle navi commerciali, ma  solo  messi con le spalle al muro. Non è stato però dato loro il colpo finale.  Non sono state nemmeno toccate le loro basi a terra. Per cui i predoni del mare somali sono sempre presenti e attivi nel mare del Corno D’Africa e Oceano Indiano alla caccia di una preda facile. Di fatto hanno solo ridotto le loro azioni limitandosi a sporadici attacchi e principalmente a navi indifese. Secondo quanto emerge da una recente ricerca, le gang del mare somale sono  in grado di ricominciare a colpire in qualsiasi momento e allo stesso ritmo di prima.  Soprattutto aspettano che venga abbassata la guardia e che, prima la comunità internazionale e poi gli Armatori abbandonino la difesa  delle navi commerciali. Una difesa armata che ha costi altissimi e che ha un peso economico non sopportabile ancora per molto tempo in un periodo di crisi come quello che il mondo sta affrontando.  Per ora i predoni del mare somali si limitano a presidiare l’Oceano, rimanendo però  invisibili. Lo fanno stando a bordo di insospettabili barche da pesca o di piccoli trasporti. In questo modo, nella maggior parte dei casi, incrociando una nave commerciale vi si avvicinano senza suscitare sospetti da parte dell’equipaggio del mercantile, che li credono pescatori, e si accertano della presenza o meno a bordo di guardie armate.  Solo quando sono certi dell’assenza di questi provano ad arrembare la nave adocchiata. In genere le navi non difese sono prevalentemente piccoli pescherecci, in buona parte yemeniti e iraniani, mentre le grandi navi commerciali sono quasi sempre difese da scorta armata, guardie private a bordo o navi da guerra della coalizione internazionale antipirateria.  Nei  primi sei mesi del 2014 al largo della Somalia e Oceano Indiano ci sono stati appena 30 tentativi di abbordaggio ma nessuno di loro è andato a buon fine.

Ferdinando Pelliccia

 

 

 

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