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Ucraina: quei ‘resti’ del volo MH17 tra i girasoli sporchi di sangue

girasoliDelle 298 persone morte sono stati recuperati per ora 272 corpi. Si tratta delle persone che si trovavano a bordo dell’aereo di linea malese abbattuto lo scorso giovedì nei cieli dell’est dell’Ucraina. L’aereo della Malaysia Airlines era decollato da Amsterdam verso Kuala Lumpur. Il suo volo si è interrotto il 17 luglio scorso vicino alla città di Torez nella regione Donetsk in Ucraina. Il primo ministro olandese, Mark Rutte ritiene prioritario che il recupero e l’identificazione dei resti dei poveri passeggeri e dei membri dell’equipaggio del volo MH17 avvenga in tempi brevi. Si tratta di cittadini di diverse nazionalità. La maggioranza sono olandesi, 193 persone altri sono della Malesia, Australia, Indonesia, Regno Unito, Germania, Belgio, Usa e Filippine. L`Ucraina si è ufficialmente dichiarata pronta a trasferire i corpi delle vittime in Olanda. I corpi recuperati sono stati raccolti su un treno nella stazione di Torez, situata a circa 15 chilometri dal punto dello schianto. Il treno ha successivamente lasciato la stazione per raggiungere un’area sicura lontana dai combattimenti. Finora l’accesso all’area del disastro aereo è stato infatti, impedito o strettamente regolamentato dai separatisti filorussi che controllano quella parte del territorio ucraino. Unanime la condanna della comunità internazionale per questo atteggiamento che va oltre l’intransigenza. Si tratta di esperti Osce che hanno il compito di valutare la situazione sul posto e cercare di raccogliere elementi validi a capire cosa sia successo. L’ipotesi finora più accreditata è quella che l’aereo sia stata abbattuto da un missile terra-aria lanciato da una rampa controllata dai ribelli anti Kiev. Al momento si tratta con questi ultimi per arrivare ad un compromesso. Intanto, tutte le opzioni politiche, economiche e finanziarie sono sul tavolo pronte ad essere applicate contro coloro che sono direttamente o indirettamente responsabili di quanto è accaduto. Nel corso di una conferenza stampa, il presidente Usa, Barack Obama ha invitato Mosca a collaborare alle indagine. L’ha fatto con parole chiare e dirette: “Putin ha addestrato e armato i ribelli, la Russia ha influenza su questi separatisti, ha fornito loro materiale militare. La Russia e Putin hanno responsabilità diretta per costringere i separatisti a collaborare”. Il capo del Cremlino da parte sua ha spiegato che: La Russia farà  il possibile per favorire una soluzione negoziata del conflitto in Ucraina dopo la tragedia del volo MH17 della Malaysia Airlines, abbattuto la scorsa settimana nell`est dell`Ucraina”. L’intera vicenda è caratterizzata da un continuo rimpallo di accuse dall’una all’altra parte. Kiev accusa i separatisti filorussi di aver causato il disastro aereo. I ribelli anti kiev rimandano l’accusa al mittente. Un mistero avvolge anche le scatole nere. Prima viene annunciato che sono state ritrovate e poi, arriva la smentita. Ora però, sembra che i ribelli ucraini filorussi, per dimostrare di essere in buona fede, le abbiano per davvero ritrovate.  Le apparecchiature  di registrazione del volo malese sono state consegnate alle autorità  malesi. Il leader separatista ucraino, Alexander Borodai ha assicurato che il materiale “mostrerà  la verità negando ancora una volta le accuse che siano stati i separatisti filorussi i responsabili della tragedia in quanto non hanno le capacità  tecnologiche  per farlo. In questo gioco al rimpallo testimone partecipe è la comunità internazionale, Ue in testa, che non ci sta e chiede che coloro che sono direttamente o indirettamente responsabili di quanto è accaduto siano puniti adeguatamente. Un braccio di ferro è in corso tra la Casa Bianca e il Cremlino. Washington respinge le accuse lanciate da Mosca ai militari di Kiev che li ritenuti responsabili della tragedia dell`aereo malese. “Sappiamo che le armi antiaeree ucraine non erano operative in quell`area in quel momento”, ha dichiarato oggi il portavoce Josh Earnest. La Russia non demorde denunciando allora la presenza di un aereo militare ucraino in volo nei pressi del Boeing 777 malese al momento dell’abbattimento di quest’ultimo. Una rivelazione che potrebbe ulteriormente rafforzare l’ipotesi che i separatisti hanno colpito l’aereo di linea malese forse per errore volendo abbattere il Jet di Kiev. Nel frattempo, il presidente ucraino, Petro Poroshenko ha ordinato alle forze governative di Kiev di interrompere ogni attività militari nel raggio di almeno 40 km dal luogo dove il boeing 777 malese si è schiantato al suolo. Lo stesso avrebbe fatto il presidente russo, Vladimir Putin con i separatisti filorussi che però, in un primo momento hanno continuato le azioni di guerriglia contro i militari di Kiev. E poi hanno annunciato un cessate il fuoco ma sono nel raggio di 10 km dal luogo del disastro aereo.

Ferdinando Pelliccia

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