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Calcata: fino al 20 luglio prima edizione del festival ‘Ad arte’

igor matteiQuesta sera si apre il sipario sulla prima edizione del festival di teatro e del cinema di regia e di sperimentazione indipendenti, “Ad arte”. La kermesse, ideata e diretta da Igor Mattei con Marina Biondi, si svolgerà fino al 20 luglio nella splendida cornice naturale di Calcata.  Ma come nasce l’idea di un festival di teatro e cinema di sperimentazione indipendente? Lo abbiamo chiesto direttamente al suo ideatore, Mattei, attore di cinema e di teatro che ci spiega, in primis, la sua passione per la recitazione. “La mia passione nasce in realtà come forma di esigenza di esprimermi. Finito il liceo ho sentito il forte desiderio di parlare di me ed ho iniziato a scrivere quelle che per me allora erano poesie. La recitazione è stata un’espressione diversa, perché ho avuto a che fare con il gruppo dei giovani colleghi, con il regista, con il pubblico. Ho avuto poi la fortuna di essere apprezzato ed ho debuttato nel ruolo di Oreste nell’Agamennone di Vannucci all’Acquario di Roma, che veniva riaperto anni fa”. Tornando, quindi, al festival di Calcata, come nasce questa idea? “Tengo a precisare che si tratta di un festival di sperimentazione – spiega Mattei – in quanto essa è un campo importante, come la scienza e la ricerca. Tutto nasce anni fa, quando mi sono innamorato di questo posto, Calcata, paese teatrale di suo, sui generis perché ha due caratteristiche particolari: da una parte la storia, il Medioevo, arroccato su uno sperone di tufo e dall’altra si trova una comunità di artisti decontestualizzata. Gli artisti si contagiano ed il mio pensiero è andato lì. Ho pensato così di fare qualcosa, proponendo una regia di tante regie, volendo ricompattare un grande mosaico ed unire i pezzi insieme “Ad arte” per l’appunto. Quasi come una mastro chef che dosa gli ingredienti che nel nostro caso sono la commedia, il dramma, il noir”. Ma tante sono state le difficoltà , in primis economiche, che hanno messo a dura prova il lavoro di Mattei e dei suoi collaboratori. Ce ne puoi parlare? “Siamo stati un po’ costretti ad essere autoprodotti. Ciò ha significato uno sforzo enorme. Abbiamo cercato senza successo sponsor locali, anzi la mia idea era quella di fare una sorta di politica degli sponsor, chiedendo il sostengo alle piccole imprese, visto che le grandi sponsorizzano solo gli eventi giganteschi. Purtroppo si è poco immaginifici in questo Paese e siamo stati costretti a smantellare il programma, iniziato dapprima con 7 giorni di programmazione con importanti compagnie professionali che sono riuscito a contattare ed a far partecipare in maniera del tutto amichevole. Ma, purtroppo, i finanziamenti che ci erano stati promessi sono venuti a mancare ed a quel punto o mollavo tutto o dovevo andare avanti, anche se è stata un’impresa a dir poco titanica. Quando ho visto però arrivare i camion con i service, i fonici e tutto il resto è stato veder nascere il teatro ed anche con orgoglio, quindi, dico che ci meritiamo solo per questa fatica un applauso a scena aperta.  E’ stato per me un dolore immenso smatellare il programma e dire di no a molte compagnie. Avrei voluto anche far partecipare gruppi musicali dopo il teatro, ma i vincoli burocratici ed il modo soprattutto con cui vengono gestiti stritolano di fatto la creatività. Comunque, alla fine bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e, quindi, dico evviva la cultura, oggi più che mai. E’ la cultura che deve fare la differenza, deve rompere gli argini ed andare oltre il già dato, deve obbligarci a guardare oltre. Uno sguardo che va al di là del fatto, di quello che già abbiamo. In direzione ostinata e contraria, come dice Fabrizio De Andrè”.  Parliamo ora degli spettacoli, si inizia questa sera con “Tacchi misti”. “Sono tutti spettacolli risonanti, nessuna cosa è stata presa a scatola chiusa – afferma Mattei – Ho voluto “Tacchi misti”, che era stato fisssato al terzo giorno di programmazione, prima di smatellare il programma, in quanto è una commedia frizzante, interpretata da attrici bravissime , travolgenti. Propone una galleria di ritratti al femminile, che vanno dalla donna disperata a quella più intraprendente. La forza di questa commedia è nell’imtepretazione e nel taglio registico. La vidi lo scorso anno al Bellini ed ho deciso di riproprorla per questo fetival perché si tratta di una commddia non banale, sciatta, ma che mette a nudo le parti dell’essere umano che hanno a che fare con la fragilità umana. Sono convito che arriverà a tutti”. Ci sarà una seconda edizione del festival ? “Fatto questo si può fare tutto – risponde Mattei – Già ci è stato proposto di fare il festival in altri paesi, ma se ci sarà per il prossimo anno la disponiblità del Comune di Calcata noi saremmo ben lieti di riproporlo qui. Intanto, portiamoci a casa questa prima edizione. Che venga gente e che se ne parli. Inevitabilmente sappiamo che certe scelte fatte sarebbero andate a gravare sul pubblico, ma vogliamo lavorare sulla qualità, che alla lunga paga sempre. Credo fermamente in ciò”.  Quali sono i tuoi prossimi impegni lavorativi? “Vorrei lavorare ad una prossima regia, visto che sono passati ormai due anni dalla mia ultima. Avevo bisogno di ricaricarmi. Ho in cantiere un progetto, la messa in scena di un Trabucchi, grande voce intellettuale venuto a mancare circa un anno e mezzo fa. Tenterò di fare la regia e di dirigermi. Devo cercare un piccolo produttore che sia un po’ audace. Nel nostro Paese manca purtroppo l’audacia”.

Wanda Cherubini

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