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Pirateria marittima. Mar Sud-Est asiatico: confermato sequestro rimorchiatore d’altura ‘Manyplus 12’

rimorchiatore manyplus12E’ stato confermato il sequestro del rimorchiatore d’altura ‘Manyplus 12’. Il 22 giugno scorso è stata infatti, localizzata la chiatta ‘Hub 18’ che la nave aveva al traino al momento della perdita dei contatti con l’Armatore. Il rimorchiatore, battente bandiera Malese è di proprietà della società armatrice HIGHLINE TRASPORTO SDN BHD, Sarawak. Partito dal  porto di Sibu, provincia di Sarawak nella Malesia orientale, per Port Klang nella penisola malese, dove era atteso per il 13 giugno scorso, e dove non è mai giunta dopo aver interrotto i contatti con l’armatore dal 9 giugno scorso. La chiatta è stata individuata da alcuni pescatori mentre andava alla deriva in mezzo al mare con a bordo gli 11 membri dell’equipaggio del rimorchiatore, marittimi di diversa nazionalità, indiani, malesi e del Myanmar. Ovviamente del carico di 138 container e del rimorchiatore stesso si sono perse ogni traccia. Le circostanze del ritrovamento e la sparizione di carico e nave fanno pensare che ancora una volta i pirati malesi hanno messo a segno un altro loro colpo.  Nel Mar del Sud Est asiatico con sempre più frequenza i pirati malesi e indonesiani attaccano le navi a scopo di rapina. In genere si accontentano di rubare solo il carico e derubare l’equipaggio, a volte però, si tengono anche la nave. La conferma del sequestro da parte dei predoni del mare del rimorchiatore ‘Manyplus 12’ conferma che il fenomeno della pirateria marittima nel mar del Sud Est asiatico ha nel mese di giugno raggiunto, in quella parte del mondo, livelli finora mai registrati. Il fenomeno è dilagato in poco tempo specie nello Stretto di Malacca tra la Malesia e l’Indonesia. La minaccia primaria che viene da questo fenomeno è quella per il commercio e la libera navigazione marittima e questo, impensierisce non poco i Paesi costieri della regione tanto che i governi dei vari stati interessati hanno rafforzato le misure di sicurezza e si sono mobilitati per una maggiore cooperazione tra loro per la lotta alla pirateria marittima. Indonesia, Malesia, Singapore e Thailandia hanno costituito una forza di contrasto armato con navi e aerei. Purtroppo tanti i limiti che in parte rendono nulla ogni azione comune contro le gang del mare malesi e indonesiane. Antiche rivalità mai sopite dividono le forze in campo. Il limite che in assoluto annulla in parte ogni azione di contrasto è che le navi dei Paesi che fanno parte della coalizione antipirateria non sono autorizzate ad inseguire e tanto meno a catturare navi pirate nelle acque territoriali di altri Stati. Un limite questo, che invece in Somalia nel contrasto armato alla pirateria marittima non è stato invece, mai posto ed ha consentito di raggiungere i risultati che oggi permettono di dire che i pirati somali sono stati sconfitti anche se non del tutto vinti.

Ferdinando Pelliccia

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