LiberoReporter

Iraq: miliziani islamici alla conquista di Baghdad

bandiera_IraqI miliziani filo al Qaeda che hanno già conquistato una grande parte del territorio del nord e centro-nord dell’Iraq hanno ora intenzione di marciare verso la capitale Baghdad. Nelle loro intenzioni costituire uno Stato islamico dell`Iraq e del Levante. Dopo la conquista di Mosul, capoluogo della provincia settentrionale di Ninive e seconda città dell`Iraq, e Tikrit città dell’Iraq in Aleppo celebrate ieri con enfasi dai miliziani islamici. Oggi hanno ripreso la corsa verso Baghdad. Una corsa la loro che sembra essere senza ostacoli. Stamani anche la città di Samarra è stata presa d’assedio. Si tratta della principale città della provincia di Salahudin. A differenza di quanto è accaduto a Mosul, dove le forze di sicurezza irachene hanno abbandonato la città e i suoi abitanti nelle mani degli islamici senza difenderla e senza sparare un colpo, a Samarra le forze governative, sostenute da civili armati, si sono opposte agli assalitori che cercavano di entrare in città riuscendo, al momento,  a respingerli. Samarra si trova ad appena 70 chilometri da Baghdad. La situazione in atto nel Paese ha mostrato tutta la debolezza delle autorità centrali irachene e l’incapacità di combattere delle sue forze di sicurezza. Ieri solo grazie all’intervento dei  guerriglieri curdi, peshmerga, è stato possibile riprendere  il pieno controllo di Kirkuk. La città era ormai caduta quasi completamente in mano ai miliziani filo al Qaeda dopo che l’esercito iracheno si era ritirato frettolosamente. L’esercito di Baghdad si è ritirato anche dall’area di confine con la Siria nella provincia occidentale di al-Anbar e precisamente dalla citta` di Qaim. In questa parte del territorio iracheno era in corso, dallo scorso 27 dicembre, un`offensiva militare contro gruppi ribelli sunniti. Evidentemente il governo centrale ha creduto bene di richiamare le truppe a difesa di obiettivi strategici. Oltre ai militari hanno lasciato le loro basi anche la polizia e le guardie di frontiera. Purtroppo come spesso accade chi ne fa sta facendo le spese di questa guerra sono le popolazioni civili. Inermi e indifese che sono state lasciate indietro dai militari in fuga. Sono ben mezzo milione di persone quelle che si sono messe in viaggio abbandonando ogni avere nella speranza di sfuggire al dramma della guerra. Un numero impressionante di essere umani che improvvisamente hanno visto cambiare il loro status in profughi. Ad aggravare la situazione anche la notizia che Il console turco a Mosul è stato rapito da miliziani insieme a diversi membri del suo staff. In tutto sono 48 i cittadini turchi in mano ai ribelli.  Nel frattempo è stata rinviata per assenza di quorum la sessione del Parlamento di Baghdad convocata per discutere la proposta del presidente Jalal Talabani e del primo ministro Nuri al Maliki di imporre lo stato di emergenza per contrastare l`avanzata dei miliziani islamici. Secondo quanto reso noto dalla Bbc in aula erano presenti solo 128 dei 325 deputati iracheni. Da parte loro gli Usa si dicono pronti a venire in aiuto all’Iraq che sta affrontando l’offensiva jihadista. Però, a fare da sfondo alla situazione irachena la notizia pubblicata dal New York Times secondo cui il premier iracheno al Maliki il mese scorso aveva chiesto agli USA di condurre raid aerei contro le basi dei miliziani filo al Qaeda. Una richiesta che non era stata accolta dalla Casa Bianca.

Ferdinando Pelliccia

RELATED ARTICLES

Back to Top

Pin It on Pinterest

Share This

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends