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CTO Alesini di Roma. Malati di Parkinson: impiantati dispositivi ricaricabili per Stimolazione Cerebrale Profonda

Prof MazzoneNuove speranze per i malati di Parkinson. Effettuati presso il CTO Alesini di Roma i primi due impianti di dispositivi ricaricabili per Stimolazione Cerebrale Profonda dotati di elettrodi ottopolari. Particolarmente innovativa l’applicazione sul tronco encefalico dei pazienti.  Sono stati  impiantati a Roma per la prima volta,  presso il CTO Alesini, in due pazienti da tempo affetti da malattia di Parkinson, i nuovi dispositivi ricaricabili per Stimolazione Cerebrale Profonda. I dispositivi, messi a punto da Boston Scientific, sono dotati di elettrodi ottopolari e consentono di intervenire in modo efficace sui sintomi più evidenti della malattia, migliorando in modo concreto e visibile la qualità di vita dei pazienti. Gli interventi sono stati realizzati dal “team” del Neurochirurgo Paolo Mazzone, che ha espresso grande soddisfazione sia per l’innovazione tecnologica della procedura, sia per il decorso postoperatorio dei pazienti in termini generali e neurologici, questi ultimi di particolare rilevanza, se considerata la sede di impianto nel tronco cerebrale. La Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS), un’innovativa alternativa terapeutica nel trattamento del Parkinson, ha da tempo dimostrato la sua efficacia nel caso di impianto di elettrodi nel Nucleo Sottotalamico, con evidenze provenienti da innumerevoli studi clinici internazionali. Nella maggior parte degli impianti effettuati in passato sono stati però utilizzati in prevalenza elettrodi a quattro contatti, mentre la tecnologia dei dispositivi con elettrodi ad otto contatti è stata adottata, in casi selezionati, per i “bersagli anatomici” classicamente usati per la Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS-Deep Brain Stimulation). Solo di recente, presso la ASL RMC di Roma, il Neurochirurgo Paolo Mazzone ha iniziato ad applicare la nuova tecnologia anche al tronco encefalico. Va ricordato che in Italia oltre 300.000 persone sono affette da Parkinson e che il numero è destinato a raddoppiare nei prossimi 15 anni registrando, inoltre, un impressionante “abbassamento” dell’età dei malati (un paziente su 4 ha meno di 50 anni e addirittura il 10% meno di 40!).La malattia è tuttora considerata incurabile, ma i dispositivi per Stimolazione Cerebrale Profonda di ultima generazione, in particolare quelli ricaricabili dall’esterno, di piccole dimensioni, che garantiscono grande longevità delle batterie e, quindi, una vita  terapeutica utile di almeno 20 anni, offrono a molti pazienti un recupero concreto e significativo di qualità della vita. I nuovi dispositivi con elettrodi ricaricabili ad otto contatti consentono la stimolazione di più strutture nervose contemporaneamente e contribuiscono in modo più vantaggioso al trattamento dei sintomi motori del Parkinson, sia nei bersagli usati “di routine” [come nel caso del Nucleo Sottotalamico] sia agendo su nuove strutture come, in questo caso, il Nucleo PeduncoloPontino (PPTg). L’elettrodo ad otto contatti, usato fino ad ora solo in pochi casi e nei bersagli tradizionali, non era mai stato applicato nel tronco cerebrale dell’uomo e consentirà, grazie all’azione combinata della stimolazione su nuclei diversi, a un maggior controllo dei sintomi motori della malattia, soprattutto laddove altre opzioni terapeutiche non abbiano dato risultati soddisfacenti. La tecnica di impianto particolarmente innovativa adottata presso la ASLRMC di Roma permette di effettuare registrazioni neurofisiologiche nel corso dell’intervento anche in anestesia generale, volte alla migliore definizione del bersaglio chirurgico ed al posizionamento dell’elettrodo al suo interno, favorendo una migliore conoscenza degli aspetti neuro-anatomo-fisiologici su cui agirà la stimolazione terapeutica.  La durata e la ricaricabilità rappresentano i riconosciuti punti di forza dei nuovi dispositivi per la Stimolazione Cerebrale Profonda che, grazie alla longevità delle batterie (in alcuni casi, fino a 25 anni!) evitano gli impianti di sostituzione, normalmente previsti dopo qualche anno, con enormi vantaggi fisici e psicologici per i pazienti e notevole riduzione dei costi, sia per il Servizio Sanitario Nazionale sia, in questo caso, per la ASL RMC.  Il prof. Mazzone ha organizzato intorno alla Neurochirurgia Funzionale e Stereotassica ed alla Neurofisiopatologia (Dr Insola) della AUSL RMC  un “team” funzionale ed un percorso assistenziale che prevede collaborazioni cliniche e di ricerca con Istituzioni Universitarie [Università dell’Aquila (Prof Scarnati), Università La Sapienza (Prof Ferraina, Prof Santilli e Prof Paoloni)], Campus Biomedico (Prof DiLazzaro)] ed Ospedaliere della Regione Lazio [Dr Viselli – Neurologia S.Giovanni Battista] ACISMOM. Numerose  pubblicazioni scientifiche e studi clinici hanno hanno conferito valore aggiunto all’utilizzo delle innovazioni tecnologiche legate alla Stimolazione Cerebrale Profonda. Il Centro, all’avanguardia sia in ambito nazionale che internazionale, ha iniziato la propria attività nel 1995. Nel trattamento del Parkinson attraverso la evoluzione della Neuromodulazione Cerebrale, si è ampliata, nel tempo, l’adozione delle tecnologie, modificando e attualizzando la metodica chirurgica e divenendo così un Centro di Riferimento Regionale, con risorse dedicate, destinate a soddisfare le richieste di una fascia sempre più vasta di popolazione.

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